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Fronte Napoli - Gazebo Informativo quesiti Referendari.

Oggi Giovedì 16 Marzo dalle ore 15,30 presso la stazione centrale di Napoli (antistante Hotel Terminus) il Fronte Nazionale, scende in piazza in difesa dei Lavoratori.
Con il Jobs Act è crollata la giustizia del Lavoro.
CONTRO L’ABUSO DI UTILIZZO DEI VOUCHER E L’INCREMENTO DEL LAVORO OCCASIONALE
CONTRO L’ABROGAZIONE DELL’ART. 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI
SOSTENIAMO IL REFERENDUM ABROGATIVO
Esigiamo il ripristino della possibilità, in caso di licenziamento, di essere reintegrat nel posto di lavoro,esigiamo lavoro "vero" e stabile, senza lavoro stabile, sono a rischio anche le future pensioni.                                                           Ridiamo un Futuro ai Giovani Italiani
Armando Romano -Fronte Nazionale Napoli.

Fronte Abruzzo: Vittorito (AQ) Incontro con il Presidente.

Sabato 11 marzo alle ore 16.00, presso la Sala Consiliare in Vittorito, (AQ) , il Fronte Nazionale organizza un incontro con le realtà dei territori Abruzzesi alla luce della situazione politico/economica delle popolazioni del centro abruzzo. Presenzierà il Presidente nazionale Adriano Tilgher,  e i dirigenti Regionali e provinciali Abruzzesi. Con l'occasione, verrà  anche presentato dall'autore Antonio Magagnino il  libro " L'eccidio della colonna " Gamucci". storia dei Carabinieri Reali in Albania".
 
Fronte Vittorito - Damiano Marrama

Fronte Umbria - Unisciti a noi

Non arrenderti ma unisciti a noi per cambiare l’Italia: la Nazione più bella del mondo! Il Fronte Nazionale vuole fare delle scelte, insieme a voi, che ci rendano liberi di essere ciò che siamo, ciò che sentiamo: l’orgoglio di essere italiani. Abbiamo tre quarti del patrimonio artistico mondiale, e la civiltà tra le più antiche del mondo: cerchiamo di preservarle unendoci per contrastare la pseudocultura che l’attuale regime propaganda attraverso i media, fomentando l’odio e fornendo false informazioni. E’ inammissibile che i nostri governanti sfruttino politicamente il problema dell’immigrazione, facendo morire esseri umani disperati che scappano dalla guerra e dalla fame, e proteggano chi tra questi delinque, facendo prosperare i mercanti di uomini e bambini. E’ inammissibile aspettare un anno per poter fare un esame medico per vedere se hai un tumore, che ci siano italiani che vivono in macchina, che i terremotati non vengano adeguatamente aiutati ma che si possano finanziare le banche e che la vita media in Italia si sia abbassata per ragioni economiche, E’ inammissibile che si debba fuggire dall’Italia per poter sopravvivere decentemente. Riprendiamoci la sovranità sociale e monetaria, difendiamo le nostre famiglie, noi stessi e l’Italia: ADERIAMO AL FRONTE NAZIONALE. - 
Giuseppe Castelli 

Fronte Firenze - Publiacqua Spa.

Il Fronte Nazionale Firenze prende nuovamente atto del nuovo pasticcio combinato da Publiacqua Spa, ente erogatore del servizio idrico in regime di monopolio del medio Valdarno per 46 comuni. Si denota, viste le nuove tariffe e soprattutto la metodologia di applicazione, approssimazione e mancanza di competenza, caratteristiche non nuove a questo ente che premia l’appartenenza politica invece del merito ed esperienza nel campo idrico. Il rischio che utenze finali che compongono un condominio, cioè la maggioranza delle stesse, si vedano applicare le più alte tariffe riservate alle utenze non residenti è concreto e viene da pensare che nel groviglio delle competenze della gestione dei dati personali, Publiacqua Spa ne tragga un ingiustificabile beneficio economico, il tutto a danno degli utenti che si vedono costretti ad utilizzare l’acqua venduta dall’unico gestore idrico. I danni che nel corso degli anni stanno emergendo da un sistema di gestione errato già alla base stanno sempre più venendo a galla per la disperazione dei cittadini del medio Valdarno. Ci risulta inconcepibile infatti far gestire il bene più prezioso che esista al mondo da una SpA che ha nel proprio dna la produzione di lucro, il tutto sulla pelle della cittadinanza. Si ricorda a tal fine la remunerazione garantita del 7% ai privati che partecipano alla stessa Spa, fra i quali Monte dei Paschi e Acea e Suez, tutte componenti che hanno contribuito a creare le tariffe più alte d’Italia.

Fronte Genova – L’Italia Domani

Fummo quel che voi siete, sarete quel che noi siamo. Così è ancora scritto all’ingresso di qualche vecchio cimitero. Scusandoci per il funebre paragone, tale è la condizione della città di Genova, ex Superba, ex Grande Genova. Allo stesso modo in cui la città ligure fu avanguardia in Italia, dall’unità sino al dopoguerra, da circa mezzo secolo si è trasformata nel laboratorio a cielo aperto che anticipa, in un triste esperimento, il declino nazionale. Il primo dato, raggelante, è quello sulla popolazione: dal censimento del 1971 – che aveva già registrato segnali negativi iniziati qualche anno prima – ad oggi Genova ha perduto circa 230.000 abitanti. Come se Padova o Messina non esistessero più, inghiottite da un terremoto demografico senza pari. Il comune non raggiunge i 600.000 residenti, e le località limitrofe, quelle che possono essere considerate prima cintura della città non superano i 60.000, più o meno come nel 1971.

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