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Identità

Oggi tutti ci dicono che siamo liberi, gli uomini più liberi della storia dell'umanità; siamo talmente liberi da arrivare a teorizzare l'emancipazione da un vincolo intrinseco del nostro essere uomini: l'identità. Forse in epoche passate questo sarebbe risultato un paradossale gioco di sofismi, oggi è una realtà serissima. Ma l'identità percepita oggi come vincolo, lo è davvero? Ammettiamo pure che lo sia, di modo da potervi riflettere, a cosa ci vincola? Semplicemente a noi stessi? Leggi tutto: Identità

La sinistra ha perso il popolo. La destra ha perso.

Un intervento di Adriano Tilgher ha chiarito una volta di più l’ambizione frontista: il FN non è interessato ad unire la destra radicale o la destra tout court. E’ nato per unificare il popolo italiano in un progetto di riscossa e di liberazione. Occorre fuoriuscire da vecchie categorie del passato come destra e sinistra attaccando alla radice la narrazione liberale nelle sue infinite varianti. Ardire di essere illiberali non è una provocazione politica, ma una precisa scelta di campo. La riflessione che segue vuol essere un contributo per attestare il frontismo nel XXI secolo, fuori dagli schemi. Un recente interessante saggio di Luca Ricolfi ha come titolo Sinistra e popolo; la tesi di fondo è l’abbandono, da parte della sinistra politica e culturale, dei ceti e degli interessi che in altre stagioni si chiamavano popolari. Il professore torinese è di formazione filosofica ma insegna Analisi dei dati. L’intreccio di due conoscenze tanto diverse rende il suo approccio sociologico particolarmente suggestivo. Esponente della sinistra liberal riformista, il suo libro più conosciuto “Perché siamo antipatici?” aveva già sollevato il velo, da “insider”, sulla supponenza, il compiacimento narcisistico, il senso di superiorità etico-culturale della sinistra occidentale dopo, e nonostante, la fine del comunismo reale novecentesco. Con l’ultimo saggio va più a fondo, riflettendo sull’abisso che si è scavato tra la “sinistra” ed il popolo. Usiamo le virgolette per sottolineare l’ormai scarsa capacità di certe parole a rappresentare concretamente dei concetti. Destra e sinistra, lo riconosce anche Ricolfi, sono inadatti a descrivere il mondo del XXI secolo, neppure esiste un uso condiviso della coppia oppositiva. Ciononostante, conservano una capacità evocativa che ha improntato un secolo, l’intero Novecento, ed un significato segnaletico non ancora tramontato. Rinviamo una riflessione organica sull’argomento, a partire da un’articolata liquidazione dei due termini, da rimuovere come inservibili dalla cassetta degli attrezzi di un XXI secolo giunto al suo quarto lustro. Leggi tutto: La sinistra ha perso il popolo. La destra ha perso.

Ne Destra ne Sinistra.

Il Fronte non è nato per unire le destre, nè le sinistre ma per unire tutti gli Italiani, qualunque sia stato il loro passato politico, in nome della lotta al liberismo imperante e per riconquistare la possibilità di rilancianciare l'Italia in una Europa vera ed autentica e non nell'attuale simulacro gestito dalla BCE. Altre sono le forze che intendono unire le destre per battere le sinistre, salvo poi trovarcele alleate agli ordini dei potentati economici come è avvenuto con i governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni...La linea del Fronte è scelta da tutta la militanza... Unire le destre non ha senso: nè la destra estrema, perchè il Fronte, pur avendo una linea decisa e precisa sull'immigrazione e sulla società multirazziale, non è razzista nè xenofobo; nè la destra di governo, perchè costoro hanno dato pessima prova di sè quando si sono accomodati sugli scranni governativi e, per ripetere l'esperienza, sono disposti ad assecondare i diktat della BCE o del potentato finanziario di turno; nè la destra "per battere la sinistra" sempre disposta e disponibile ad accordarsi con la sinistra pur di avere brciole di governo lasciando il potere sempre nelle mani straniere dei potentati finanziari e monetari. Il populismo o, come io preferisco dire, la linea nazional-popolare non è di destra , nè di sinistra ma di tutti coloro che intendono battersi contro i partiti, di destra e di sinistra, al servizio dei potentati finanziari globalisti. La politica è cambiata e, per fortuna, la gente l'ha capito, e non è più disposta, nella stragrande maggioranza, a prestarsi alla finta alternanza tra destra e sinistra. A questo punto diventa indispensabile creare il partito che rappresenti la gente, il popolo: questo è ilcompito del Fronte Nazionale. Se non si capisce questo esistono tante altre realtà politiche dove iscriversi con meno difficoltà operative e sicuramente con minori sacrifici. Ma SALVARE L'ITALIA lo ritengo un imperativo categorico e non si può più indulgere con chi l'ha tradita e con chi la sta vendendo. E' un dovere che abbiamo verso la nostra storia, verso la nostra cultura ma soprattutto nei confronti dei nostri figli e dei nostri nipoti cui non possiamo lasciare questo mondo putrescente ed in disfacimento.

Fronte Firenze, sul "Salvataggio" di Migranti.

Anche oggi, salvati in mare nel “canale di Sicilia”, che l'immaginario dei media colloca a circa 20 miglia marine dalle coste libiche (Fonte Tg24), salvati altri 1.500 migranti, in arrivo sulle nostre coste. Mentre tra i già accolti ed ospitati si  protesta per la mancanza del wifi o sulla qualità del vitto, continua, la tratta di esseri umani. Le ricollocazioni sono fallite. La politica, incapace di sbattere i pugni sul tavolo e ristabilire gli equilibri, completamente succube ad una unione europea, a cui dobbiamo pagar tributo, ma non ricevere nessun beneficio o quantomeno equità. Un Paese in ginocchio, continua ad accogliere incondizionatamente e senza nessun aiuto tutti quelli che scappano, ma pochissimi, dalla guerra. Il 2017 è previsto come l'anno record delle immigrazioni (circa 250.000 persone), che si andranno a sommare con quelli già insediati sui territori, legalmente od illegalmente. I rimpatrii sono quasi impossibili, causa sistema legislativo farraginoso e le solite lungaggini burocratiche. Senza contare la mancanza di accordi bilaterali, che impediscono “de facto” il rimpatrio di indesiderati e delinquenti. Le uniche soluzioni a brevissimo termine, per evitare altri disagi sociali e costi aggiuntivi agli italiani, sono l'intensificarsi di accordi con le varie anime libiche e l'immediata attivazione massiccia delle ricollocazioni europee. Tutte le altre soluzioni sono solo slogan e demagogia.
 
Pierluigi Pozzi

Se i Giudici decidono i Genitori.

Il recente caso della giudice trentina che ha sentenziato sul caso di due gemelline concepite con inseminazione artificiale all’estero per conto di una coppia omosessuale italiana ha suscitato un comprensibile sbigottimento.  La giurisdizione ha infatti stabilito che le bambine hanno due padri e nessuna madre e che il fatto di essere genitori non è determinato dalla natura, ma dalla volontà di assumere il ruolo di padre, o di madre, pur se nel caso specifico è assente, giacché, pare di capire, la donna che ha partorito le gemelle aveva noleggiato se stessa  ai due gay desiderosi di prole. Non vi è chi non veda nella sconcertante sentenza un salto ideologico e concettuale di portata storica, nella direzione, una volta di più, della separazione del dato naturale biologico legato alla filiazione da quello giuridico- culturale, attribuendo superiorità a quest’ultimo. Di più, è un’ulteriore passo verso la legalizzazione di qualsiasi desiderio o capriccio individuale, considerato ormai alla stregua di diritto da garantire per legge, meglio se collegato a fiorenti mercati, come quello delle tecnologie riproduttive che speravamo circoscritte alla zootecnia.

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