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Ci chiamano “euroscettici”, ma....

Ma noi non siamo affatto scettici rispetto a questa “Europa”, noi abbiamo la CERTEZZA che questo modello di Europa non sia ciò che il Popolo vuole e, soprattutto, ciò che ai Popoli serve.
Noi siamo certi che sia necessario porre fine al ladrocinio del SIGNORAGGIO BANCARIO perpetrato, ai danni dei cittadini, dai banchieri della B.C.E., che battono moneta e la PRESTANO alle singole nazioni, attraverso le banche, applicando un tasso di interesse che incide direttamente, in maniera esponenziale, sulla crescita del nostro debito pubblico, tanto da  poter affermare, conti alla mano, che nessuna tassazione, nessun sacrificio sarebbe utile a ridurlo.
Noi siamo certi che sia urgente privare le banche del potere che hanno conquistato, complici i nostri governi, sui destini del nostro Popolo, riconducendo il loro ruolo al supporto delle aziende e delle famiglie, promuovendo l’ECONOMIA REALE e sancendo la supremazia e la centralità dell’uomo su quella del denaro.
Noi siano certi che le produzioni nazionali non potranno mai essere concorrenziali rispetto ai prodotti importati, senza regolamentazioni, da Paesi che NON rispettano i diritti umani, come la Cina, dove sul costo del lavoro non gravano tutele, garanzie ed anni di battaglie per la conquista del rispetto dei lavoratori. E siamo certi che senza l’applicazione di dazi all’importazione di prodotti provenienti da questi Paesi non potremo restituire la linfa vitale alle nostre imprese, affamate dalla perversa concettualità del “mercato libero” a tutti i costi, come se il “mercato” fosse un’entità autosufficiente, sovrana, in grado di sostituirsi al governo dei Paesi stessi, prevalendo sull’interesse delle persone che i singoli Paesi li compongono.
Noi siamo certi  della necessità assoluta di promuovere la NOSTRA agricoltura, senza “quote” imposte dai burocrati che, a tavolino, decidono del destino dei Popoli, con l’unico scopo di cancellare qualunque spinta nazionale all’autosufficienza e sconfiggere, a priori, qualunque velleità di autodeterminazione delle singole Nazioni,  perseguendo unicamente l’ appiattimento selvaggio delle culture, delle tradizioni, degli usi e costumi nella speranza di arrivare, attraverso la rassegnazione dei Popoli, al controllo di tutto ciò che è riconducibile ai facili guadagni per i burocrati europei .
Non offendeteci definendoci “scettici”, noi abbiamo le idee ben chiare, insieme alla responsabilità di illuminare, prima che sia troppo tardi, coloro che “scettici” sono davvero: aiutateci ad aiutarvi.

Simona Bossi

Artefici del proprio destino

Mentre i nostri governanti,  alleati fra centro destra e centro sinistra ai danni dell’Italia e del Popolo italiano, perseverano nell’attuazione del diabolico progetto di distruzione della nostra economia reale, piegandosi ai diktat dell’Europa delle banche, tentando artatamente di far passare, attraverso i media, un messaggio di speranza nel 2014 riguardo l’uscita dalla crisi, l’Europa arrogantemente ci bacchetta, infrangendo qualunque sogno improntato all’ottimismo e costringendoci a tornare con i piedi per terra.
E già, in Europa la speranza e l’ottimismo sono fuori moda, la crescita una chimera e l’economia reale un mostro! Del resto chi se ne importa dei Popoli, delle persone, dell’uomo? E’ la finanza la creatura da salvaguardare, a qualunque costo! Allora, come una doccia fredda, come se i sacrifici che ci sono stati imposti finora non fossero abbastanza, anzi  troppo!, arriva il giudizio degli eurocrati che, attraverso il documento finale della Commissione sulla manovra italiana, esprimono il loro scetticismo riguardo il piano di bilancio per il 2014, che potrebbe non garantire la conformità con le norme del patto di stabilità e crescita. Infatti la riduzione del debito/pil, che secondo l’Italia sarebbe nell’ordine dello 0,2% per il 2014, secondo la commissione aumenterebbe dell’1%, a fronte di un obiettivo di riduzione dell’ 1,4%. Perciò la commissione chiede all’Italia di ridurre il debito di, almeno, lo 0,5% di pil, pari a 7,5 miliardi di euro!
Intanto la fetta di popolazione scesa al di sotto della soglia di povertà aumenta, le aziende che falliscono si moltiplicano, la disoccupazione cresce ed i consumi languono, tanto che Confcommercio, criticando la linea rigorista dell’Europa, lancia un allarme: ” Si continua a far quadrare i conti attraverso la leva fiscale, nonostante l'attuale carico tributario e contributivo  sia incompatibile con qualsiasi tipo di ripresa.  In questo modo  il 2014, invece dell'anno della ripresa, sarà l’anno dell’allarme sociale, con il rischio che la crisi economica si trasformi in crisi sociale”. Mentre in Francia è già “clima di forte esasperazione e collera sociale, pronta a scoppiare alla prima occasione”, come si evince da un rapporto elaborato dalle prefetture francesi sul clima economico e sulle tensione sociali.
Ma questi eurocrati dove pensano che gli italiani “normali”, quelli che lavorano, per capirci, onestamente o,  addirittura, si arrangiano perché il lavoro lo hanno perso, o i pensionati, magari con la minima, che percepiscono un reddito già completamente scollato dal costo della vita, possano trovare altri soldi? Quale teorema legittima questi eurocrati, NON ELETTI, ma NOMINATI,  NON POLITICI, ma FINANZIERI , ad imporre sacrifici senza restituire NULLA alla nostra economia reale ed al Popolo, a sfregio delle politiche sociali e della dignità delle persone? Perché questi eurocrati perseverano, indisturbati, a rimpinguare le casse delle banche private che, anziché dare ossigeno ai piccoli imprenditori, indirizzano i grandi capitali in Borsa, completando il giro vizioso che restituisce ai finanzieri, poi, i capitali moltiplicati SENZA PAGARE TASSE SUI GUADAGNI?
Siamo noi, Popolo Italiano, che permettiamo questo scempio,  che, tacendo, legittimiamo il furto da parte dei nostri governanti del diritto alla vita, attraverso il lavoro, e del futuro per i nostri figli, che col nostro qualunquismo permettiamo ai banchieri della BCE di comandarsela a casa nostra!
Io dico NO:
-    NO  all’euro
-    NO all’Europa delle banche
-    NO all’inciucio di governo
-    NO ai vecchi schemi di destra e sinistra, alimentati da un sistema che vuole solo dividere il Popolo Italiano e poi governa insieme
Usciamo dal torpore e facciamo un FRONTE NAZIONALE, per fare sentire forte la nostra voce: è arrivato il momento di riprenderci il futuro!

 

Simona Bossi