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Francia : Il Congresso di Vienna delle Oligarchie Trionfanti.

E’ troppo presto per elaborare il lutto. La botta è forte, il misero 35 per cento di Marine Le Pen pesa come un macigno e giustifica lo scomposto entusiasmo delle oligarchie e dell’esercito mediatico ed intellettuale schierato con Macron, il nuovo beniamino del progressismo universale, il funzionario della famiglia Rothschild divenuto presidente della Francia. Cerchiamo di mantenere un briciolo di lucidità e, archiviato con sofferenza l’oggi, pensiamo immediatamente al futuro. Partiamo da lontano: dopo la Brexit e la vittoria di Trump, le oligarchie mondialiste hanno avuto paura ed hanno innescato una reazione durissima ed a largo raggio. La loro azione si può paragonare, giusto per rimanere ancorati alla storia francese intrecciata con quella dell’Europa tutta, ai famosi cento giorni che intercorsero, nel 1815, tra la fuga di napoleone dall’Elba e la vittoria angloprussiana di Waterloo. Già dal 1814, imprigionato Napoleone, si svolgeva il Congresso di Vienna volto alla restaurazione degli equilibri intraeuropei distrutti dalla Rivoluzione prima, poi dall’onda napoleonica che diffuse nell’intero continente le idee nuove. L’entusiasmo dirompente, da scampato pericolo delle élite che hanno imbrogliato il popolo una volta di più, somiglia davvero al Congresso di Vienna. La restaurazione, o meglio una nuova stretta sulla presa feroce dei poteri finanziari e tecnocratici mondialisti è in atto. Macron ne sarà il perfetto esecutore. Epperò, la restaurazione non durò poi molto, e l’esplosione del 1848, anticipata in Francia dal 1830 di Filippo Egalité e dai cento nazionalismi crescenti in ogni angolo d’Europa travolsero la costruzione di Metternich e della solita Inghilterra, sempre abilissima nel “divide e t impera”. Nessuna vittoria è definitiva, se si lavora come termiti per togliere la terra sotto i piedi al nemico. Nemico, non avversario, nel senso schmittiano ed anche, molto semplicemente come presa d’atto che nemico è considerato ogni pensiero alternativo al lessico tecnocratico liberale. La guerra continua. Incassiamo la testa nelle spalle, ingoiamo senza dimenticare nessun volto e nessun nome di quelli dei festeggiamenti scomposti – europoidi ed italiani- per lo scampato “mal francese” e avanti tutta.  Ma per approdare dove? Occorre una riflessione severa e serena affinché il fuoco non si spenga, ma anzi si propaghi sino alla vittoria dei popoli. Un primo punto, contingente, è riconoscere l’inadeguata prestazione di Marine Le Pen nel dibattito a due. Ha perduto in due ore quei cinque punti di recupero che aveva conquistato, ad unanime giudizio dei sondaggi. L’attacco virulento, l’assalto all’arma bianca sono l’ultima risorsa del molto debole. Fin troppo facile, per il signorino viziato targato Rothschild accreditarsi come l’uomo dell’ordine e della pace sociale. Secondo elemento: la violenza del regime si è dispiegata con tutte le sue risorse, ed è parso chiaro al francese medio che la vittoria del Front sarebbe sfociata in un clima di guerra civile alimentata ad arte. Terzo, la sinistra “sociale” non è in grado di superare i vecchi pregiudizi novecenteschi. Tuttavia, milioni di schede bianche e nulle – i voti validi sono stati appena 31 milioni, dimostrano che lo schema “ni patrie, ni patron, ni Le Pen ni Macron” è forte. I segnali della nascita di un “fronte sociale” ci sono tutti. Il problema è quello di saldarlo con un altro fronte, quello in senso lato, nazionale e sovranista. Quarto, la destra liberale e quella conservatrice – a Parigi come a Roma – risponde senza esitare al richiamo dell’oligarchia. Leggi tutto: Francia : Il Congresso di Vienna delle Oligarchie Trionfanti.

Siria: le due verità.

A chi credere? Alle notizie che vengono dal territorio dei criminali terroristi dell’ISIS, che accusano Assad, Presidente della Siria, di aver usato armi chimiche nel bombardamento di alcune loro basi, o a quelle che vengono dal governo legittimo siriano, che dichiarano di aver usato bombe convenzionali che hanno colpito un deposito di armi chimiche dell’ISIS? Dobbiamo tener fede alle parole di accusa contro la Siria del Presidente USA, che con questo suo odierno bombardamento ha fatto un grande favore all’ISIS, o alla conferma della tesi siriana data dai generali russi , gli unici autenticamente ed apertamente schierati nella contrapposizione militare alle truppe ISIS, armate e foraggiate dall’Arabia Saudita, alleata di molti paesi occidentali? Certo, chi ci va di mezzo sono sempre gli inermi e gli indifesi, ma è la drammatica legge della guerra ed in Siria c’è una guerra combattuta sul campo. Trump, con questo suo ordine di bombardare la Siria massicciamente, ha contravvenuto ad un veto dell’ONU ed ha fatto l’ennesimo atto di guerra, senza la formale dichiarazione della stessa, conquistando così le simpatie di tutti i clintoniani ed i radical-chic del mondo, che tante difficoltà gli stanno creando a casa sua. Questo con buona pace del pacifismo buonista di questi ipocriti del modernismo di sinistra italiano i cui potenti mezzi di comunicazione esaltano questa azione di guerra a favore dell’ISIS, salvo poi piangere al prossimo attentato che l’estremismo islamico sta già programmando contro le inconsapevoli popolazioni europee. Io non so se i Siriani abbiano usato le armi chimiche contro le basi dei terroristi islamici, né se abbiano usato bombe convenzionali che hanno colpito un deposito di armi chimiche dell’ISIS, ma so che la Siria sta combattendo da anni una guerra titanica contro i terroristi che stanno insanguinando il mondo e dobbiamo ringraziare la Russia di Putin che ha avuto il coraggio di schierare le proprie truppe contro un nemico dell’umanità, facendo un favore anche a noi europei che continuiamo, per squallidi interessi di bottega, ad essere schierati dalla parte dell’ISIS, sia mediante le sanzioni contro il legittimo governo siriano, sia fornendo soldi ed armi ai terroristi e, ora, esaltando questo atto di guerra non dichiarata.

Adriano Tilgher
 

 

Fronte Nazionale: Solidarietà al popolo russo

Il Fronte Nazionale esprime la propria solidarietà al popolo russo per il grave attentato che ha colpito San Pietroburgo. Le mani criminali che hanno colpito la popolazione inerme devono essere neutralizzate Il Presidente del Fronte, Adriano Tilgher, ha aggiunto:” Auspico che questi atti terroristici uniscano tutti i popoli europei, da Brest a Vladivostok, in una lotta senza quartiere contro tutti i nemici della vera Europa e che si possano scoprire, denunciare ed arrestare i complici palesi ed occulti che si nascondono dietro questi efferati crimini che stanno insanguinando molte nazioni europee.” “Questi eventi, ha aggiunto, acquistano maggior risalto se si considera che avvengono proprio nelle nazioni, come la Francia e la Russia, le cui componenti più sane hanno aperto un serio dialogo per uscire dal giogo antieuropeo pilotato dalla BCE e per iniziare a parlare di una vera Europa protagonista contro le centrali finanziarie sovranazionali.”

Il futuro che ci attende (1)

Da anni andiamo ripetendo che questi traditori di destra e di sinistra, che per decenni si sono succeduti al governo, senza che nulla cambiasse per gli Italiani, si sono venduti l’Italia ai tempi della lira ed oggi continuano a vendersela a suon di euro. E, se non ce ne liberiamo rapidamente, il futuro che ci attende sarà veramente drammatico. Non serve, però, solo liberarsi di questa classe politica, perché quella che si propone come alternativa o è fatta di riciclati che si sono messi una casacca populista o sovranista  solo per il loro tornaconto o è composta da improvvisati che intendono sostituirsi solo per prenderne il posto senza alcun serio progetto alternativo. Occorre una piccola classe dirigente che affronti tutti i temi sul tappeto, dall’aumento della povertà alla ricostruzione dello stato sociale, dalla difesa della famiglia alla crescita della natalità, dalla difesa delle nostre tipicità alla valorizzazione del nostro enorme patrimonio culturale, dalla ripresa della ricerca allo sfruttamento positivo della genialità del nostro popolo e così via. Tutto questo si può ottenere in una visione ideologica che ci porti fuori dallo schema liberista e riporti al centro il popolo e l’uomo nella sua essenza etica e sociale: solo liberandoci del ciarpame liberista e libertario, di cui ci riempiono la testa tutti i giorni le televisioni, di stato e non, e tutta la stampa asservita, potremo disegnare un futuro migliore per i nostri giovani; altrimenti il futuro sarà quello che è già davanti ai nostri occhi e che, da una parte ci fa paura e dall’altra schifo. Da domani toccheremo i vari temi di ciò che ci stanno preparando e cercheremo di capire come, tutti insieme, possiamo salvarci.

Adriano Tilgher 

Vittoria

Anche in Italia il popolo dei “fregati”, dei traditi, di chi non crede più nei partiti e nel loro sistema di gestione della cosa pubblica ha vinto. Un popolo è tornato a votare per far capire che è pronto a tornare in campo; è lo stesso popolo che ha mandato in malora tutti i partiti della prima repubblica, che ha cercato di cambiare votando i nuovi partiti, poi, ha capito che era tutto inutile e si è ritirato nel privato. Ora c’è bisogno di idee chiare, di una proposta precisa, di un progetto unico che rimetta insieme gli Italiani qualunque sia stato il loro passato politico per salvare questa stupenda nazione abitata da un popolo che ha sempre trovato la forza di reagire. Per fare chiarezza sulle cose elementari, bisogna capire che non ha vinto la costituzione vigente, una legge che non ha neanche la portata, per sua stessa definizione, di legge costituzionale. Leggi tutto: Vittoria