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Caso Diciotti

La vicenda della nave Diciotti, che da giorni tiene sulle spine tutta Italia, sembra essere giunta al termine. I 177 migranti tratti in salvo dalla nave della Guardia Costiera nei pressi del SAR maltese (area marittima che delimita la competenza sui salvataggi) ormai quasi quindici giorni fa, sono sbarcati tutti. Molti saranno collocati in strutture del Cei, altri in Albania e altri ancora in Irlanda, le uniche nazioni che hanno risposto all’appello di solidarietà del governo. Arrivati a questo punto è possibile tirare le somme del braccio di ferro della seconda metà di agosto, il quale ci porta ad alcune considerazioni. La prima nota da sottolineare è che l’esecutivo sta continuando a sfruttare positivamente le occasioni che la contingenza storica gli offre; non appena è arrivata la notizia dell’intercettazione dei migranti da parte della Diciotti infatti, il governo ha subito intrapreso le comunicazioni con Malta, ricevendo picche in risposta. Dopodiché gli eventi sono noti, l’Unione Europa (o quello che ne rimane) si è chiusa a Riccio, facendo la parte del sordo di fronte alle richieste di collaborazione inoltrate dall’Italia, rendendo aria fritta quindi tutti i bei discorsi sul dovere dell’accoglienza, sull’umanitarismo e sulle altre balle degli ultimi anni. Dopo la chiusura di tutti (o quasi) gli stati membri, il Presidente Conte ha minacciato di non pagare i versamenti per due miliardi di euro netti l'anno al bilancio Ue, considerazione a mio avviso logica, poiché o l’Europa si fa carico dei problemi di ogni singolo stato membro, oppure resta un’alleanza economica franco-tedesca di natura imperialista. La risposta di Bruxelles è stata niente di meno che una minaccia di isolare l’Italia al livello europeo. I mercati impazziscono, i differenziali crescono (il famigerato spread), gli investitori se la fanno sotto, ecco gli effetti principali dei fatti politici di questi giorni, mettiamoci anche l’incontro tra Salvini e Orban, che apre nuove strade e possibilità al nostro Paese. Il succo del discorso, è che si è reso ormai palese il fatto che non solo l’Euro, non solo la tecnocrazia di Bruxelles, ma il liberismo tutto sia un sistema perverso, che si basa sulla fiducia o meno di alcuni grandi investitori, ed essa può comportare la rovina economica di un popolo piuttosto che di un altro. Inoltre, cosa ancora più grave, come abbiamo visto in questo caso, l’intreccio pretestuoso tra mercato globale e moneta unica europea dà vita ad una vera e propria catena, per la quale o si pensa e si opera come le élite esigono, o si viene minacciati di “isolamento”, che in altre parole significa attacco speculativo. Altra questione da enucleare è l’inchiesta aperta dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio; egli ritiene che sul caso Diciotti il Ministro Salvini sia colpevole di sequestro di persona. Non è fantascienza, è la realtà, un pm ha aperto un’inchiesta contro il Ministro dell’Interno, colpevole di difendere i confini nazionali (come per altro prevede la Carta Costituzionale), e di rispettare le promesse elettorali. Salvini dal canto suo ha colto anche questo “autogoal” dell’apparato d’offesa della sinistra globalista, e ha dichiarato che si lascerà processare, dimostrando in tribunale come un ministro dell’interno può e deve svolgere i suoi compiti. In conclusione, stiamo assistendo ad un vero e proprio attacco contro il Governo e contro l’Italia, da parte di poteri forti trasversali che fanno capo all’Unione Europea, al gruppo sociale e sradicato degli intellettuali progressisti, e a quello che nella lingua degli inglesi si chiama “deep state”, lo stato profondo. Tutta la nostra solidarietà ad un Governo finalmente legittimo e non anti-italiano, ad un Governo che risponde alle necessità della gente, e non a quelle dei potentati dell’alta finanza.

Andrea Brizzi