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Le Mie Dimissioni

Domenica c’è stato un interessante Comitato Centrale del Fronte Nazionale. Si è svolto un dibattito di alto livello sulla situazione politica attuale e sulle prospettive per la nostra povera Italia e sulla sempre più lontana costruzione dell’Europa, usurpata da un’ ignobile UE. Il tutto è stato sollecitato dalle mie dimissioni da Presidente del Fronte stesso. Devo ringraziare tutti i presenti per le manifestazioni di affetto e di stima e per la totale contrarietà a questa mia decisione ma sento il bisogno di ampliare le possibilità di crescita del Fronte Nazionale. Mai come in questo momento c’è bisogno di chiarezza e riferimenti certi e ho l’orgoglio di far parte dell’unica forza politica che ha un progetto chiaro e ben riconoscibile ed un programma in linea con il progetto e che persegue le finalità della nostra linea sociale, unica rimasta davanti ad una pletora di organizzazioni e partiti al servizio del liberismo e dei potentati economici e finanziari. Altri gruppi ben più sostanziosi del nostro abbracciano quella che oggi chiamano, con un nome che a me non piace, la linea sovranista, ma spesso non sanno neanche cosa significhi e riescono a convivere con il liberismo; altri rimangono nostalgici delle grandi idee del passato, dimostrando di non aver capito neanche il significato profondo di quelle stesse idee. Vedo troppi giovani rifugiati nella metapolitica quale alibi incapacitante per un impegno più ampio, troppe forze perse nel volontariato autentico, non quello di comodo costruito per accaparrarsi i soldi pubblici, fatto con spontaneità e generosità ma che serve solo ad uno stato, che non li merita, per sopperire alle sue mancanze croniche. L’unico volontariato in cui credo è quello politico. Vedo una società liquida priva di punti di riferimento dove tutto è relativo, dove un essere umano deve essere indeciso sul proprio sesso,  al punto da poterlo decidere nella maggiore età, dove la mamma non è più tale ed il papà pure,  dove la giustizia è diversa per tutti i cittadini e dipende solo dal livello di “appecoronamento” al potere, dove la bellezza non è più un concetto assoluto ma un elemento determinato dalle mode, al punto che vediamo i giovani, ma anche i meno giovani, sfregiarsi con tatuaggi e “pearcing” in omaggio alla moda corrente credendo in tal modo di contestare il sistema e non capendo di essere impregnati del consumismo più deleterio ed autolesionista, dove banditi, delinquenti e nemici della patria vengono presentati come i salvatori della stessa, dove la politica non esiste più e quelle centinaia di postulanti, che si dicono tali, sono la negazione della stessa, anzi sono la vera antipolitica. A fronte di questo spettacolo desolante c’è tanta gente di valore costretta ad andarsene dall’Italia e c’è una voglia autentica di Politica, quella nobile, quella vera. Al referendum sulla costituzione sono andati a votare il 70% degli Italiani per dire NO al sistema, un 20% in più rispetto alle amministrative, che in genere erano le più partecipate; Italiani che non si sentono rappresentati da nessuno dei soggetti in campo che hanno reso la politica una cosa ignobile, da rifiutare. Tutto questo mi ha convinto di dover agire in altro modo per far capire alle varie positività che sorgono come funghi dappertutto che la Politica è una cosa seria e indispensabile ora più che mai, che la metapolitica ha un senso se è funzionale ad un percorso politico , la metapolitica ha bisogno della politica altrimenti perde il suo significato intrinseco. Bisogna cogliere tutti gli elementi unificanti sul piano delle nuove tematiche politiche e lasciare le dispute storiche agli storici: salvare l’Italia per costruire una vera Europa è un compito fondamentale e bisogna adeguare il linguaggio alle nuove esigenze di confronto; lo scontro non è più tra destra e sinistra, che abbiamo visto alla fine alleate al servizio della finanza apolide, ma tra popoli e servitori dei poteri forti . Su questo terreno tante forze si stanno schierando, alcune in buona fede, altre manovrate dalle stesse pulsioni o dalle stesse forze che si dice di voler combattere: smascherare i falsi ed aggregare i veri è un dovere di tutti a prescindere dal campo di provenienza Su questo terreno mi voglio muovere senza la responsabilità di un movimento, il Fronte Nazionale, con cui resto schierato. 
Adriano Tilgher
Roma 3 luglio 2017