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Fronte Scandicci - Economia Cinese in Toscana

L’ANSA l'altro ieri batte questa notizia: Toscana prima per ditte cinesi in Italia (dati di Unioncamere), su 50.737 la regione ne conta 10.391. Chi scrive lavora a Prato e passa a Prato almeno 12 ore al giorno. A prescindere che chi apre una azienda in Italia è un eroe, indipendentemente dall'etnia. È un eroe perché il nostro non è un Paese per imprenditori, e lo dico con amarezza. Chi mi conosce lo sa: io il mio Paese lo amo, senza se e senza ma, ma bisogna essere anche obbiettivi. A Prato lavoro in una delle ultime aziende italiane rimaste. Chi resiste, come noi, mette anche il tricolore sul tetto, per distinguersi, per dare un messaggio di orgoglio, per differenziarsi, si noti bene, a casa propria. Nessuno si chiede perché siamo rimasti in pochi. Nessuno si chiede una banalità: perché i cinesi aprono in Toscana? È di pochi giorni or sono la notizia di un sequestro di un capannone a Scandicci. Producevano prodotti in pelle, soprattutto borse, contraffatte. Il proprietario è cinese. Falsi di classe, con punzoni e certificati. A Prato si fanno magliette e pantaloni, che vengono venduti ai mercatini per pochi Euro. A Prato di cinesi ne conosco tanti: Paolo, Michele, Godenzio...nomi fittizi per cognomi che per noi sono impronunciabili. Sono anche simpatici, si sforzano di parlare italiano, di capire la nostra cultura e le nostre leggi. Peccato che allegramente fanno come gli pare. Fanno lavorare connazionali senza permesso di soggiorno, vivono dove lavorano, mangiano alle taglia e cuci, moderni schiavi per meno di tre Euro l'ora. Chi me lo ha detto? Loro, proprio loro. Non facciamo l'errore che è stato fatto a Prato. La presenza massiccia di popolazione cinese, non arricchisce il territorio, ma lo impoverisce. Ormai hanno sviluppato anche una serie di servizi completamente paralleli. Hanno fruttivendoli cinesi, meccanici cinesi, idraulici cinesi etc. Utilizzano si i nostri servizi, ma senza pagare. Andate a vedere l'entrata di una scuola a Prato! Italiani che portano i bimbi sulla Panda od in bici e cinesi con la Porsche. E magari gli italiani pagano 4 Euro a pasto, perché hanno un ISEE di 16.000 Euro, ed i cinesi hanno tutto gratis perché "poveri" o con un ISEE da brividi. Prato ha capito che ha sbagliato e corre tardamente ad i ripari. Non facciamo lo stesso errore. Ormai hanno capito il sistema e lo riapplicano nei territori che occupano. Lavorare a testa bassa, basse costi, bassi salari, tasse niente, IVA niente, tutto pagato al nero ma pretendendo cure sanitarie, asili, scuole e altri servizi, gentilmente offerti dal popolo italiano. Direi che è l’ora di prendere coscienza dei fatti senza ficcare la testa sotto terra come gli struzzi e sviluppare una coscienza diversa che ci consenta di non permettere più che nessuno, immigrati o politici conniventi che siano, provochi squilibri sociali e ghetti sul nostro territorio nazionale.
 
Roberto Bucciarelli - Coordinatore Comunale, Fronte Nazionale Scandicci