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Fronte Firenze sulle affermazioni del Sindaco Nardella.

Le affermazioni fatte alla stampa dal sindaco Dario Nardella in merito alle rivendicazioni sindacali della Polizia Municipale, dettano sconcerto e denotano una certa ignoranza relativamente al quotidiano operato della categoria, in una città che, per la sua forte tendenza turistica, attira tutta una serie di personaggi che vivono di espedienti ed al di fuori della legalità. Nella stessa pagina dedicata allo sfogo del sindaco surrogato di Renzi, il quotidiano La Nazione pubblica anche due interventi che rappresentano la quotidianità del vigile urbano: l’arresto di una borseggiatrice bulgara e la sanzione a carico di un ungherese che stava urinando nel cortile di Palazzo Vecchio, due interventi attinenti alla microcriminalità ed al degrado che sicuramente non attengono al ruolo di quelle figure professionali prese ad esempio da Nardella. Infatti, nessun operaio, insegnante o impiegato della pubblica amministrazione è comandato con divisa, pistola e manette, a svolgere attività di polizia giudiziaria nell’arco delle 24 ore; nessun settore della pubblica amministrazione effettua fermi di polizia che portano al superamento dei diritti di libertà personale sanciti dall’art. 13 della costituzione, nessun settore della pubblica amministrazione effettua rilievi fotodattiloscopici, arresti, atti soggetti a convalida o a deposito; nessuno ufficio svolge questi compiti, ad esclusione delle Forze di Polizia, nelle quali certo non rientra la Polizia Municipale. Eppure quando il primo cittadino siede al tavolo del comitato di sicurezza, si fa forte del suo piccolo esercito di impiegati armati paragonandoli a Carabinieri e Polizia di Stato, impiegandoli in quell’attività di contrasto all’abusivismo commerciale che non ha certo i connotati di un controllo annonario ma bensì di pubblica sicurezza, come dimostrato i 57 agenti impegnati in questo servizio e finiti all’ospedale nei primi  sette mesi del 2016.   Del resto, le stesse statistiche 2015 del Comune di Firenze parlano chiaro sulla tipologia di interventi che sono pervenuti alla centrale della Polizia Municipale, dove i cittadini hanno richiesto 1131 interventi in ambito di sicurezza urbana, poco meno del totale della somma di richieste di polizia annonaria, amministrativa, ambientale ed amministrativa. Dopo i 3300 rilievi di incidenti effettuati, la richiesta di sicurezza e la sensazione di degrado che pervade la cittadinanza, rappresenta ormai l’impegno principale dei vigili urbani, eppure sempre secondo le statistiche fornite dal comune, neppure un’ora di formazione è stata dedicata a questa attività ed anzi, è di questi giorni in seguito all’aggressione di due agenti da parte di venditori abusivi su Ponte Vecchio, la critica sulle ultime dotazioni di Spray al Peperoncino che sono risultate inadeguate rispetto alle precedenti forniture. Le affermazioni di Nardella quindi non fanno altro che seguire la linea già tracciata da Renzi che vuole una politica di spot giornalistici tendenti a gettare fango sui lavoratori per nascondere incapacità gestionali che sono sotto gli occhi di tutti, ma questa volta Nardella ha superato il suo mentore in fatto di falsità, equiparando una categoria di lavoratori ad altre che non hanno nessuna attinenza professionale, perché se è vero che a 58 anni un impiegato può svolgere agevolmente il proprio lavoro, non altrettanto può dirsi di un agente o ufficiale di polizia ed infatti, a tale età, agenti ed ufficiali di polizia non stanno in ufficio, ma vengono posti in pensione. Pertanto, prima di gettare fango su lavoratori spesso impiegati in ruoli non propri e per essi non debitamente preparati ed attrezzati, faccia pressione sul governo affinché ne definisca la posizione giuridica: il vigile urbano è poliziotto o impiegato?