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Soldato o show man?

Il video diffuso dalla Marina Militare (organizzazione governativa) sulla sua pagina Facebook e su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=BVRBhCJbWKM per promuovere le iscrizioni al “Concorso Accademia Navale” poteva sorprendere, ma poi non più di tanto, in quanto la ridicola americanata in stile commedia musicale, tutta in lingua inglese, fatta mettere in scena a quei giovani militari, è la diretta conseguenza della politica praticata da chi ci ha, da anni governato, tutti, nessuno escluso, e da chi purtroppo attualmente ci governa, ossequiente ai voleri extranazionali.

Si è trattato infatti di un ulteriore passo avanti verso quella perdita di identità,  programmata dal neoliberismo mondiale, praticata attuando la strategia della gradualità, che da anni sta minando la nostra società e, in particolare, le giovani generazioni che risultano estremamente vulnerabili in quanto esposte sempre più alle insidie della diseducazione scolastica e mediatica, spesso in carenza dell' azione formativa primaria di una valida famiglia, e che quindi, attraverso il bombardamento sistematico di informazioni, nozioni e modelli pilotati, sta plasmando una società di automi acritici, funzionali ai voleri dell' alta finanza internazionale. Il filmato ha raccolto ad oggi su Facebook 3608 “mi piace”, a dimostrazione della scarsa capacità critica degli spettatori, il gradimento dei quali, ammissibile per uno spettacolino da pomeriggio televisivo, non è stato temperato o annullato dalla considerazione dell' assoluta non sintonia dell' immagine loro propinata con l' immagine e l' essenza di una seria istituzione militare. Il tutto con l' aggravante dell' uso esclusivo della lingua inglese che ormai sta lentamente sostituendo la nostra. D'altronde, che cosa siamo se non una colonia degli anglofoni Stati Uniti d' America, prona ai voleri di chi asserisce di averci portato la “libertà”? L' uso della lingua inglese ci viene gabellato come razionale necessità di utilizzare una modalità comunicativa da tutti comprensibile a livello internazionale, ma nasconde l' insidia di minare la nostra cultura. Ma perché livellarci verso il basso utilizzando una lingua barbara e mediocre rinunciando alla nostra, incomparabilmente più articolata e completa? La risposta è molto semplice: perché ormai da troppo tempo continuiamo a tollerare di essere una colonia americana e consentiamo la sistematica progressiva privazione di sovranità, in questo caso culturale, che, insieme alla perdita di sovranità monetaria, territoriale e alimentare, alla sistematica distruzione della nostra identità, nonché alla consentita e facilitata invasione allogena, sta facendo correre al nostro popolo un serio rischio di annientamento per trasformarci in schiavi di chi vuole imporci il nuovo ordine mondiale. E' ora di prendere coscienza che la guerra ideale per la difesa della nostra identità, e quindi della nostra libertà si avvale anche di queste apparentemente piccole considerazioni e che , ad oggi, questa guerra, invisibile ai più, la stiamo largamente perdendo, anche perché non combattuta, se non da pochi. E quando l' aggressione diverrà visibilmente più materiale non sarà certo una Marina da music-hall, nata con simili premesse, più avvezza a traghettare che a combattere, che potrà validamente intervenire quando, in un futuro molto vicino, quasi attuale, sarà necessario difendere le nostre coste.
 

Luigi Capozza
Fronte Nazionale Firenze