Дървен материал от www.emsien3.com

The best bookmaker bet365

Best bookmaker bet365 Bonus

Menu

Ridateci il nostro mare.

Perché i trattati non si fanno mica dall’oggi al domani, ci sono dei retroscena, e uno di questi chiama in causa anche il principe di Monaco e il suo amore per la flora e la fauna marine. Montecarlo sa essere uno stato influente, quando vuole, e sulla vicenda aleggia il timore che l’Italia, «si sia venduta un pezzo di mare». L’Europa delle mille regole è ormeggiata al molo delle dogane di Nizza. Si chiama Mina, è un peschereccio dipinto di giallo e ha rivelato al mondo che Italia e Francia, in attesa di raggiungere un’unità culturale e ideale, hanno modificato i confini marittimi. Fulcro della contesa è la linea di confine in mare in corrispondenza di Ventimiglia Niente di che: un miglio, più o meno due chilometri, che però comprende la golosa fossa del cimitero, così chiamata perché una volta si identificava allineando la prua della barca alle croci del camposanto di Ospedaletti.

Il fondale della fossa è il paradiso dei gamberoni rossi. D’inverno l’intera flottiglia specializzata di Sanremo, dodici imbarcazioni, ci fa campare una quarantina di famiglie escluso l’indotto. Perché l’Italia ha ceduto la fossa ai francesi, che non ci vanno neppure a pescare? Il trattato bilaterale è stato firmato il 21 marzo 2015 e deve essere ancora ratificato, ma mercoledì la motovedetta delle Dogane di Nizza ha anticipato quello che accadrà fra pochi mesi a chi si inoltrerà nel miglio di mare dove sventola, idealmente, la nuova bandiera: altolà, sequestro del natante e multa salatissima. Quello che è accaduto al “Mina” è molto grave, perché non è accettabile che un peschereccio italiano venga abbordato dalle autorità francesi in acque italiane senza avvisare la nostra Guardia Costiera. Al centro dell’attenzione dopo la vicenda del “Mina”,c'è tutto il settore della pesca, che sta vivendo un momento di difficoltà e di crisi: «Fatti come questi non aiutano il compartimento della pesca Dobbiamo tutti quanti lavorare per aiutare i pescatori a migliorare il loro lavoro nella legalità e nella consapevolezza che la pesca è un settore che deve raggiungere un equilibrio tra la conservazione delle risorse, il mantenimento dell’occupazione e lo sviluppo dell’indotto sul territorio».

Massimo Conte