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Fronte Signa: “Ma si celebrava il 25 aprile o il 4 novembre?”

“L’amministrazione sbaglia e depone la corona d’alloro sotto la lapide commemorativa del 25 aprile anziché del 4 novembre”. E’ la denuncia del Fronte Nazionale, per voce del suo coordinatore comunale Alessandro Mori, a conclusione di una giornata che aveva già avuto la sua premessa nei giorni scorsi. “L’effetto della legge 5 marzo 1977 numero 54 – aggiunge Mori – può portare anche a questo, a sminuire i valori dell’Unità nazionale fino a confondere le lapidi commemorative del 25 aprile con quella del 4 novembre. E’ successo oggi in piazza della Repubblica dove, a distanza di una ventina di metri, si trovano la targa commemorativa del 25 aprile e la lapide commemorativa della grande guerra che unì gli italiani e l’Italia. Ma si è trattato di un errore o di una scelta cosciente? A nostro parere vige ancora quella sottomissione ai residui di un evento, ovvero quanto accadde dopo l’8 settembre 1943, che vuole la cosiddetta “Resistenza” come una festa di sinistra, un modo per assecondare e unire un mondo, quello della sinistra appunto, che riesce a fingere una certa coesione soltanto in eventi riconducibili al passato; ecco perché si rievoca il 25 aprile anche il 4 novembre…”. Già nei giorni scorsi si era parlato dell’iniziativa odierna: “Il Fronte Nazionale di Signa – continua Mori – aveva aderito alla manifestazione e si era adeguato alla comunicazione del sindaco che invitava a non deporre ulteriori fiori oltre alla corona d’alloro deposta all’amministrazione comunale. E per evitare inutili malumori, si era deciso di non esporre la bandiera di partito, pur rientrando nel diritto normativo, ma solamente il tricolore. Tuttavia, quando è stato chiaro che la cerimonia di piazza della Repubblica andava nella direzione sbagliata, i nostri simpatizzanti non hanno potuto fare altro che staccarsi dalle autorità presenti, per porsi di fronte alla lapide commemorativa della grande guerra, oltretutto apposta il 4 novembre 1921, ovvero in epoca non sospetta”. “Dispiace – conclude Mori – che l’amministrazione comunale abbia effettuato questa scelta ma dispiace ancora di più che l’Associazione Nazionale Combattenti, ente che ha avuto il suo sviluppo e riconoscimento proprio negli anni immediatamente successivi alla grande guerra, sia stata complice di tale “deviazione”. Per il resto la cerimonia ha avuto il suo culmine presso la cappella monumentale del cimitero di San Miniato, dove il Pievano di Signa, don Alessandro Tucci, ha celebrato la Santa Messa per tutti i caduti in guerra…”.
 
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