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Un segnale per i popoli Europei

Dopo il risultato del referendum che ha decretato la schiacciante vittoria del NO, i popoli europei hanno davvero un’opportunità, nella nostra Europa torna da oggi a brillare la luce calda e vivida della speranza. Il NO chiaro e forte che il popolo greco ha urlato contro gli usurai della BCE, non significa un’uscita sicura dalla “zona euro”, come più vote ha ribadito lo stesso Tsipras, non significa nemmeno il ritorno ad una moneta nazionale, bensì riguarda l’opzione di poter rinegoziare il debito.Tuttavia la giusta interpretazione che da frontisti diamo al risultato del referendum, è quella di un popolo che ha scelto di dire NO ai tecnocrati, NO all’Europa fondata sull’usura, NO alla schiavitù, e lo ha fatto rimanendo unito, ignorando coraggiosamente tutte le minacce che in questi giorni erano implicite nelle dichiarazioni dei potenti di Bruxelles, ma soprattutto rifiutando ancora una volta la dicotomia “destra-sinistra”.Da Syriza ad Alba Dorata il popolo greco non si è fatto fregare dai camerieri dell’alta finanza ma si è unito per il bene della comunità nazionale, per il futuro della patria. Subito dopo l’uscita dei dati ufficiali, abbiamo ascoltato nel Tg serale alcune dichiarazioni dei nostri politici accorsi ad Atene; ebbene da Vendola a Grillo, passando per Salvini e compagnia, nessuno di loro ha il diritto di dirsi fratello di un popolo in lotta, nessuno di loro può dirsi vicino al popolo greco poiché la sconfitta dell’eruocrazia è prima di tutto un colpo al sistema liberista, vera causa di tutti i mali d’Europa e del mondo, e chi ancora fa falsamente l’antisistema sostenendo però tale ideologia imperante, non è un compagno d’armi , ma parimenti un nemico. Cosa succederà domani nessuno lo sa, sicuramente navigheremo in acque inesplorate come ha ricordato il capo degli usurai Mario Draghi. Probabilmente sarà il caos, le borse scenderanno in picchiata, e gli strozzini di Bruxelles cercheranno nuovi specchi su cui arrampicarsi, nuovi portafogli da svuotare, nuove pance da affamare. Dobbiamo essere preparati a tutto dunque, e ricordarci che “solo dal caos può nascere una stella danzante”; una stella che sia speranza di libertà e dignità per le Nazioni europee, una stella che nasca tra la gente affamata, umiliata, arrabbiata, una stella che non si chiami “destra” o “sinistra”, ma che abbia come nome soltanto quello della Patria. La contrapposizione è ormai chiara e palese, da una parte c’è il popolo, la tradizione millenaria d’Europa, l’identità culturale, la voglia di sovranità, la comunità, e la socialità, dall’altra l’alta finanza, il mondialismo, l’individualismo più tetro, il regime liberista che ha dissanguato la nostra terra. In conclusione auspichiamo che il teatro geopolitico greco, sia l’inizio e non la fine, sia la miccia che incendi i cuori stanchi e forti dei popoli europei, perché finalmente l’Europa dei popoli risorga a nuova vita. Siamo fiduciosi e andiamo avanti, la Storia ci darà ragione. Andrea Brizzi  (Fronte Nazionale Giovani )