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Rutilio Sermonti, un grande militante per l’Idea.

Non ci ha lasciati, non se ne è andato. E’ sempre qui con noi a indicarci la strada, a farci capire cosa vuol dire “non mollare”, a mostrarci come la forza delle idee ci fa superare le difficoltà della vita, quelle difficoltà che proprio quelle idee ci hanno prodotto per la reazione scomposta di chi ci ha regalato l’osceno e squallido mondo in cui viviamo oggi. Rutilio è un’espressione tipica del grande genio italiano, misconosciuto, offeso, oltraggiato dalla barbarie e dall’ingiustizia imperanti. E’ un grande perché in qualunque campo in cui si è applicato ha fatto cose egregie. Grande nell’attività sportiva cui si si è dedicato tutta la vita: campione italiano di lotta greco-romana, campione di canottaggio negli anni giovanili. Lo ricordo ultraottantenne arrivare a Roma da Montecompatri in motorino dopo aver effettuato un incontro di tennis. Grande nell’attività culturale. I suoi quadri sono di un bellezza espressiva unica con una simbologia ed una chiarezza ideale che manifestano la sua passione per la natura, la sua speranza nei giovani cui donare un testimone fatto di sacrificio ma di certezza di soddisfazione. Le sue ceramiche circolano apprezzate in tutto il mondo. I suoi disegni di animali e la loro successiva realizzazione in vetroresina sono esposti nel museo dello zoo di Roma e di altri zoo italiani. Noti sono i suoi dinosauri in vetroresina a grandezza naturale. La sua arte in materia è stata utilizzata anche in cinematografia. Che dire delle sue opere letterarie? Dalla difesa dell’ambiente alla storia dei nativi americani, dalla storia del Fascismo in più volumi alla volumetto sulla storia del 900 per gli studenti, dai suoi saggi politici alla riproduzione delle sue appassionate, chiare e coinvolgenti conferenze. Tutto questo ed altro ancora fanno grande Rutilio, ma ciò che lo rende immortale nei nostri cuori è la sua chiara ed incontaminata fedeltà all’idea, all’Italia, al suo futuro ed al futuro dei suoi giovani. Iniziò giovanissimo da combattente per salvare gli Italiani dai partigiani titini e conquistò sul campo la croce di ferro; ha continuato poi nell’impegno politico militante senza nulla chiedere per se, ma dedicando tutto se stesso agli altri. Un esempio di onestà, fedeltà e coerenza: cosa rara di questi tempi.
Non ti saluto, Rutilio, perché ti sentirò sempre con me, col tuo sorriso, il tuo pensiero, il tuo zaino ed il tuo fiore nella canna del moschetto. Un abbraccio.

Adriano Tilgher