Дървен материал от www.emsien3.com

The best bookmaker bet365

Best bookmaker bet365 Bonus

Menu

La Boldrini vuole distruggere la nostra identità

La presidente della Camera che odia l'Italia e gli italiani ha dichiarato: "Non è ammesso rimandare indietro chi chiede asilo". E agli italiani dice: "Il nostro Paese è un crocevia di popoli, religioni e lingue". In poche parole decreta la fine del nostro popolo.
Per lei gli immigrati vanno accolti, tutti. Non vuole sentire ragioni, se ne frega di quello che sta succedendo e non vuol sentire parlare di rimpatri forzosi. Vuole trasformare l'Italia nel più grande campo di clandestini d'Europa.
Intervistata da Repubblica, la presidente della Camera si scaglia sia contro l'Europa sia contro i governatori del Nord. A lei non importa, come risulta da un sondaggio di Renato Mannheimer per ilGiornale, che l'83% degli italiani non sono più disponibili ad accogliere i clandestini. I costi sono diventati esorbitanti. Oltretutto il Paese deve far fronte anche a un'emergenza sicurezza senza precedenti. Eppure, anche davanti a un'evidente situazione di disastro sociale, ha la meglio l'ideologia buonista liberalmarxista. Il parere degli italiani non conta una mazza. Vuole decidere solo lei.
Nell'intervista a Repubblica, la Boldrini se la prende con i governatori leghisti Roberto Maroni e Luca Zaia che si sono rifiutati di accogliere altri immigrati. "Com’è possibile che in Sicilia ci sia ancora il 20% di chi è arrivato quest’anno, mentre in Lombardia solo il 9%?. La Boldrini spera che il disastro dilaghi in tutte le regioni. "C'è chi vorrebbe rendere l'Italia un paese peggiore" - tuona. Ci prende per il culo. Per lei, questa è l'Italia migliore: l'Italia fuori controllo, piena di clandestini e zingari che scorazzano per le nostre città. Di italiani uccisi, derubati e insicuri nelle lore case, umiliati, depredati del frutto del proprio lavoro da uno stato imbelle che tratta a calci in faccia il proprio popolo.  Questa, cara Boldrini non è la nostra Italia. Lei si trasferisca in Congo e ci liberi al più presto della sua scomoda e ingonbrante presenza.