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Credete ancora alle favole di Renzi? Milano, aggrediti un macchinista e un capotreno col machete

Un’aggressione bestiale, a colpi di machete ad opera di un gruppetto di giovani sudamericani che non volevano mostrare il biglietto sul treno del passante ferroviario alla fermata di Villapizzone, alla periferia di Milano, lungo il tragitto che porta i passeggeri a Expo. Il capotreno che voleva controllare i biglietti ha perso il braccio, tanta è stata la violenza con la quale gli sono stati inferti i colpi.
Cosa dire, dopo questo ennesimo episodio di violenza, la sensazione è che lo Stato non esiste più. Gli italiani non ne percepiscono più la presenza, sono consapevoli di trovarsi da soli, in balia di orde di criminali, che arrivano nel nostro Paese, sicuri della ignavia dei politicanti da strapazzo che hanno fatto del buonismo e dell'internazionalismo la loro bandiera. Per loro siamo tutti uguali, non esistono più frontiere, non esiste la Nazione, né la Comunità, e la parola Patria è diventata un insulto. Bisogna accogliere tutti, sfruttando il lavoro degli italiani per mantenerli, e se questo costa la pelle e la sicurezza degli ospitanti, poco importa. L'ideologia prima di tutto. I liberalmarxisti ritornano preponderanti, cancellando i diritti sociali e sostituendoli con i diritti umani universali. I Diritti Sociali del nostro popolo violati e disattesi da questo Stato che oggi, a buon ragione, possiamo definire al limite della legalità. Quando non si difendono i cittadini lasciandoli in balia della violenza, quando si permette che vengano licenziati dal lavoro, quando si permette che dormano nelle strade o in macchina, quando vengono espropriati dei guadagni del loro lavoro per mantenere chi, in cambio della solidarietà gli sputa in faccia e li massacra, allora bisogna individuare i responsabili e mandarli immediatamente a casa. Ci sono complici e fiancheggiatori del disastro che un giorno, speriamo non lontano, dovranno rispondere del loro operato nei tribunali. Italiani che credevano di far parte di una comunità di popolo, di una comunità solidale e che invece sono stati traditi in modo crudele e vigliacco. Quante sofferenze potevamo risparmiarci con una attenta politica di accoglienza? Chi ridarà la vita agli italiani uccisi, derubati, violentati, insicuri nelle città, nelle abitazioni, sui mezzi di trasporto, espropriati del frutto del loro lavoro? Chi pagherà per tutto questo?

Nunzio Brigandì