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Un altro primato del governo Renzi. Il presidente dell'Inps Boeri: "povertà aumentata di un terzo, era evitabile".

"Il fenomeno molto grave di forte aumento della poverta" era tuttaltro che inevitabile'. E' quanto ha sottolineato il presidente dell'Inps, Tito Boeri, nel corso di un'audizione di fronte alla commissione Affari sociali della Camera. 'Il dato piu' grave di questa crisi - ha spiegato Boeri - e' legato alla poverta'. Abbiamo avuto un aumento dell'incidenza della poverta' di circa un terzo. La percentuale di famiglie che si trovano sotto la soglia di poverta' e' salita dal 18 al 25%, da 11 a 15 milioni di persone si trovano in questa condizione'. Secondo il presidente dell'Inps, 'e' la poverta' problema centrale, molto di piu' delle disuguaglianze dei redditi'. 'Questo era inevitabile? - ha aggiunto Boeri - la risposta, guardando in giro altri paesi e' no, altri paesi che hanno conosciuto una crisi comparabile alla nostra riescono a subire una riduzione del reddito del 7% senza conoscere un incremento dei tassi di poverta''. .
Queste le affermazioni del presidente dell'Inps. Ma aggiungiamo noi, le politiche liberiste del governo della fame e della miseria targato Pd, ha allargato la forbice tra ricchi e poveri. E' notizia di oggi che l'Ocse da una sua indagine, ha evidenziato che in Italia l'1% della popolazione detiene il 14,3% della ricchezza nazionale netta.
Il 20% più ricco detiene il 61,6% della ricchezza e il 20% appena al di sotto il 20,9%. Il restante 60% si deve accontentare del 17,4% della ricchezza nazionale, con appena lo 0,4% per il 20% più povero. Anche nella fascia più ricca, inoltre, la distribuzione è nettamente squilibrata a favore del vertice. Il 5% più ricco della popolazione detiene infatti il 32,1% della ricchezza nazionale netta.
Risultati disastrosi. Il governo Renzi ci sta portando a fondo in ubbidienza ai suoi padroni della grande finanza internazionale.