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Polonia: trionfo dei "No euro". Continua inarrestabile la marcia dei movimenti nazionalisti in Europa

Al ballottagggio favorito il candidato anti-nato che vuole un sistema di tipo ungherese per la Polonia. Svolta nazionalista della Polonia, che secondo le oligarchie Ue è “il più occidentale e insieme il più importante per popolazione, forza economica, peso politico e militare tra i Paesi del centro-est europeo” membri di Ue e Nato. Nelle elezioni nazionali per il rinnovo della carica di Presidente della Repubblica, che in Polonia viene eletto direttamente dal popolo, lo sfidante nazionalista anti euro Andrzej Duda ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali. Con il 34,8 per cento dei consensi avrebbe sorpassato il capo dello Stato in carica, il liberal Bronislaw Komorowski, membro di spicco del partito centrista ed europeista. Ora bisogna attendere il ballottaggio che si terrà domenica 24 maggio.
La fine dell’era liberal turbo-capitalistica che dal 2007 con lo sconsiderato europeista Tusk con l’integrazione di Varsavia nella Ue guidata da Angela Merkel e nella Nato appare già oggi come possibile. La Polonia di oggi, serva della Ue – che ora col voto alle presidenziali sta per essere spazzata via – è stata letteralmente svenduta alle oligarchie finanziarie che dominano attualmente l’Europa, è afflitta dalla disoccupazione, con la povertà in aumento e con tentativi di spoliazione delle ricchezze nazionali da parte di multinazionali straniere. Continua la marcia inarrestabile dei movimenti nazionalisti in Europa che vedono nella Russia di Putin, l'argine allo strapotere finanziario mondialista che nega le sovranità nazionali e opprime e rapina i  popoli europei.