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Nasce la zona franca urbana per attirare attività produttive

VERBANIA: Doppio divorzio, tra le fila delle minoranze, in apertura di Consiglio comunale giovedì 5 marzo. In disaccordo con gli (ex) colleghi di gruppo, Mirella Cristina e Lucio Scarpinato, Michael Immovilli ha confermato quanto comunicato nel pomeriggio al presidente del consiglio comunale, Diego Brignoli: «Da oggi s'è costituito il gruppo Forza Italia -Berlusconi, composto dal sottoscritto e da Adrian Chifu». All'origine del divorzio la decisione di Cristina e Scarpinato di respingere la richiesta di rientro nel gruppo di Forza Italia dell'italo romeno Chifu, non condivisa da Immovilli. Una frattura che, questa la versione di Cristina e Scarpinato, il coordinatore regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto, commissario prò tempore del partito nel Verbano Cusio Ossola dopo l'adesione dell'ex senatore Valter Zanetta alla componente di Raffaele Fitto, avrebbe cercato di evitare demandando la decisione al gruppo. Immovilli, mercoledì 4, aveva disertato la riunione facendo avere ai colleghi una email in cui si esprimeva a favore di Chifu. Sembrava finita lì. Invece, 24 ore più tardi, si consumava la frattura. Nel tardo pomeriggio di giovedì la decisione del consiglio di presidenza (Brignoli, Damiano Comombo, Alice De Ambrogi).

Che, dalle parole di Brignoli in consiglio sembrava scontata: «A norma di regolamento, non è possibile che due gruppi si chiamino allo stesso modo, a meno che non arrivino comunicazioni dai vertici di partito. In questo caso, essendo Forza Italia commissariata, dal segretario regionale». Un fulmine a ciel sereno, invece, è stato l'annuncio dell'uscita di Stefania Minore dai 5 Stelle per aderire al gruppo misto. «Negli ultimi due mesi - rivela in una dichiarazione scritta - il capogruppo, Roberto Campana, ha ostacolato in modo esplicito, talvolta a mia insaputa, la mia attività di controllore, minando il necessario rapporto di fiducia e lo spirito di gioco di squadra». Dal punto di vista amministrativo, la decisione più rilevante è stata l'autorizzazione, a maggioranza, alla vendita dello stabile in via Case Nuove - 15 alloggi da assegnare agli aventi diritto - in parte a prezzo di mercato, in parte ad edilizia convenzionata. «Una decisione sofferta - ha spiegato il sindaco, Silvia Marchionini - dettata dall'esigenza di rientrare dal mutuo di 350mila euro a suo tempo contratti per coprire la parte l'investimento non corri-sposta dalla Regione che, dopo il primo anticipo di 287mila euro, non ha più avuto le risorse per saldare quanto promesso. Il ricavato verrà utilizzato per la manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli altri alloggi popolari». Perplesso sulla messa in vendita di parte degli alloggi a prezzo di mercato Marco Parachini (Comunità. Vb) che da assessore al-l'Urbanistica della precedente giunta aveva seguito la pratica. Vladimiro Di Gregoria (Sinistra unita per Verbania), "costola" sempre più critica della maggioranza, nell'annunciare il proprio voto contrario ha chiesto una commissione d'indagine amministrativa per accertare le responsabilità nei ritardi di progettazione che, a suo avviso, avrebbero compromesso le possibilità d'incasso dell'intero contributo a suo tempo promesso dalla Regione. Tra le mozioni e gli ordini del giorno approvati nell'ultima parte dei lavori, da segnalare quella sulla sicurezza stradale di Damiano Colombo (Nuovo Centrodestra), emendato su proposta di Stefania Minore, che impegna l'amministrazione a migliorare le condizioni di sicurezza in via per Possaccio. Passata all'unanimità la richiesta d'istituire una zona franca urbana presentata da Sara Bignardi quando rappresentava ancora la Lega in consiglio (oggi fa parte, con Giorgio Tigano del Fronte Nazionale) che, ha spiegato, «consentirebbe nel territorio del comune di Verbania l'insediamento di attività produttive sul nostro territorio». Ennesimo scontro verbale, in chiusura di seduta, tra il sindaco Marchionini e Renato Brignone (Sinistra & Ambiente). Oggetto del contendere, questa volta, lo smaltimento rifiuti argomento dell'ordine del giorno che, in un primo momento, lo stesso primo cittadino s'era detta disposta a votare. Non le sono piaciuti i toni della replica del consigliere, in particolare l'accenno alla funzione di controllo dell'attuazione dell'impegno richiesto all'amministrazione. L'ordine del giorno è stato poi respinto a maggioranza.

Mauro Rampinini