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Il Fronte, Salvini e la destra più o meno estrema

Ho letto varie interpretazioni riguardo alla posizione di alcune forze politiche su ciò che si sta scatenando a destra dello schieramento politico italiano e ritengo opportuno fare alcune precisazioni per chiarire la posizione del Fronte Nazionale.
Il Fronte Nazionale, al momento, non sta con Salvini, e guarda con stupore tutti coloro che corrono verso il carro, che sembra vincente, senza il minimo esame critico di quale sia il progetto politico sottostante i proclami di Salvini.
Mi piacciono molte delle cose che dice il leader della Lega: sono le stesse che diciamo da decenni (blocco dell’immigrazione, prima gli Italiani, lotta ai poteri forti, l’euro come strumento di oppressione per i popoli, tutela del prodotto nazionale…) e le sa anche dire molto bene.
Parla alla pancia della gente e piace alla gente, ma è in grado di arrivare all’approfondimento dell’analisi sul perché sta accadendo tutto questo? Ha il coraggio di individuare nel liberismo, assurto al rango di ideologia, la causa prima del disfacimento nazionale? E’ pronto a capire che uno scontro vero su queste tematiche, aggiunto alla necessità urgente di ricreare una stato sociale degno di questo nome ed una vera cultura del lavoro, vuol dire schierarsi fuori del sistema?

E’ disposto a rendersi conto che se vuole smantellare i campi di accoglienza per extracomunitari, fonte di grandi guadagni per le cosiddette organizzazioni umanitarie, deve prima chiedere l’eliminazione degli oltre 100 campi di extracomunitari potentemente armati che stazionano da decenni indisturbati e sovrani sul nostro territorio nazionale (Camp Derby, Aviano, Sigonella….)?
Chiarire questi aspetti di non poco conto e poi, eventualmente, fare una marcia insieme su alcuni temi ed alcune battaglie: questo mi sarei aspettato da una destra intelligente.
Ma ha senso parlare di Destra oggi? Dopo le macerie lasciate dai governi Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, durante i quali, destra e sinistra, hanno provveduto a spartirsi in modo “bipartizan” appalti, consigli di amministrazione e mazzette sulla pelle dell’Italia e degli Italiani, contribuendo ad acuire la crisi per continuare a svendere ed a lucrare e senza niente fare per arrestare il declino etico e sociale del nostro popolo, ha senso dividersi in tribù contrapposte? Per chi sente autenticamente bisogno di una destra rassicurante, perbenista e filoborghese, Renzi oggi la rappresenta in modo autentico e non è casuale che si presenti come leader della sinistra.
Qua non si tratta più di unire la destra o la sinistra ma bisogna unire gli Italiani di tutte le collocazioni e provenienze politiche per riprenderci l’Italia dalle grinfie di questi venduti e corrotti.
A chi voglia ricostruire storie del passato proclamiamo, da una parte, la nostra indisponibilità, dall’altra, l’inutilità. Ho sentito dire che si vuole ricreare il MSI magari anche con l’aggiunta DN.
Quel partito non esiste più da oltre 20 anni e i giovani non sanno nemmeno cosa sia, i suoi epigoni poi hanno contribuito potentemente alla distruzione odierna dell’Italia.
Servono linfa nuova, idee nuove, uomini nuovi per creare un’Italia diversa, identitaria e sociale, il resto è rimasticazione di cose che non servono più.
Non servono più neanche i “leaders”, servono classi dirigenti che sostituiscano quelle attuali e comunicatori. Non mancano né gli uni né gli altri, basta sceglierli tra chi non si è “ingreppiato “.

Adriano Tilgher