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Pistoia: il fascino dell'oppressore

Storicamente, questa figura controversa ha trovato spesso e soprattutto tra le donne, un fascino notevole; basti pensare alle lettere d’amore ricevute in carcere dai condannati a morte per atti di efferata violenza oppure ai proseliti che vantavano spesso i dittatori più sanguinari. Ora, lungi da me dal definire “oppressore” il “buon” Bellandi (Sindaco di Montecatini Terme), che tutto ha tranne l’aspetto che lo accomuna a questa definizione. Certo, noi Montecatinesi avremmo fatto volentieri a meno di venire riconosciuti come il comune toscano più caro in sede di tasse nel 2014, con Euro 783,00 pro capite (avete capito bene, cioè per ciascun abitante di qualsiasi età e ceto sociale); per capirci, a Grosseto si spendono Euro 666,00, a Prato Euro 553,00 e a Empoli Euro 441,00. Che il Bellandi fosse dottor Jekyill e mister Hide? Mi sento di escluderlo, almeno ascoltando le sue “soporifere” telefonate (non me ne voglia signor sindaco) con le quali ci preannuncia catastrofi metereologiche quasi mai avveratesi. Ma perché “il fascino dell’oppressore”? Perché l’anno scorso a Montecatini Terme ci sono state le elezioni e la gente ha deciso di confermare quel Sindaco che ha rappresentato uno dei periodi più deludenti del noto comune della val di Nievole. Forse, anche l’”opposizione”, se così la vogliamo definire oramai in Italia, ci ha messo del suo nel dimostrarsi scarsamente degna di considerazione. Poco conta che l’astensione elettorale al ballottaggio avesse raggiunto il 51%, visto che qualcuno ci ha detto che questo è un fattore “secondario”. Fatto sta che a Montecatini, sicuramente, non c’è nessun “oppressore”, almeno dal punto di vista democratico, ma certamente ci sono tanti “oppressi” che assistono lentamente al degrado e al decadimento economico del loro comune, chissà per quanto tempo ancora … 

Paolo Buchetti
Segretario provinciale Fronte Nazionale Pistoia

(fonte dati: articolo de “il tirreno” di venerdì 16/1/2015, a sua volta, facente riferimento a dati Banca d’Italia)