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Firenze: barriere architettoniche nel collegamento pedonale Signa-Lastra

L’area della Costa, adiacente al fiume Arno, rappresenta l’esempio del conflitto uomo-urbanistica, ovvero di quella serie di ostacoli ed impedimenti che non consentono all'utente in età avanzata, portatori di handicap o semplici mamme con neonati al seguito, di fruire sia del ponte che della passerella che uniscono Signa a Lastra in località Ponte a Signa. Di fatto, con il progressivo aumento della circolazione dei veicoli, è venuta sempre più a mancare la necessaria sicurezza per gli utenti deboli della strada e per taluni di questi, il fiume Arno nel XXI° secolo, rappresenta ora più di prima una barriera insormontabile, come se di fatto fosse venuta meno l’esistenza dei due attraversamenti in essere. 
La necessità per gli abitanti del rione La Costa di recarsi a Ponte a Signa, si è fatta maggiormente sentire col passare del tempo, per la progressiva chiusura dei pubblici esercizi precedentemente esistenti in gran numero nel rione; l’area compresa fra il sottopasso ferroviario ed il fiume Arno, già da prima dell’attuale crisi e per cause riconducibili esclusivamente alla tremenda viabilità ivi insistente, ha visto chiudere quei negozi indispensabili alla vita quotidiana: dal piccolo supermercato, alla mesticheria, al negozio di abbigliamento a quello di elettrodomestici, oltre alla pizzeria ed al punto ACI. Fortunatamente è ancora presente la farmacia ed uno storico negozio che rappresenta nel suo genere una nicchia. 

Ma da cosa sono rappresentate queste barriere architettoniche?
Per prima cosa non esiste una rampa accessibile ai portatori di handicap o a giovani genitori e nonni con al seguito bambini in carrozzina che quindi fisicamente si trovano di fronte ad una barriera insuperabile. Infatti i pedoni da lato Signa, accedono alla passerella ed al ponte esclusivamente mediante scalinate. Chi tentasse di usufruire della carreggiata viaria, si troverebbe costretto a condividere la carreggiata stessa con i veicoli a motore per la mancanza di un marciapiede che invece risulta presente sul lato Lastra a Signa. Come ben sappiamo, i collegamenti esterni dovrebbero essere scevri da scalini, avere una larghezza minima di cm 120 ed una pendenza auspicabile del 8% fino al massimo del 12%: nessuno di questi parametri è esistente nell’affrontare da Signa l’attraversamento del fiume Arno e pensare che ….. la norma è in vigore dal 1989.
Tuttavia anche chi è normodotato ed in grado di deambulare senza necessità di ausili tecnici, trova grosse difficoltà nell’affrontare le rampe di scale, entrambe estremamente ripide e, soprattutto quelle della passerella, in pessime condizioni di manutenzione con pietre smosse e rotte, con ai lati l’armatura in ferro che risulta scoperta a mò di trappola.
La situazione è ben nota all’amministrazione comunale ma, nonostante se ne faccia menzione nei vari programmi elettorali, non risulta che l’adeguamento alle norme sia previsto neppure nel Programma Triennale Opere Pubbliche, recentemente stilato per il periodo 2015-2017. 

Alessandro Mori
Bruno Nappi