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Genova: primarie PD in Liguria, decidono gli stranieri

Contemporaneamente alle grottesche manifestazioni francesi, in cui, sionisti, dignitari degli stessi Paesi arabi che finanziano il fondamentalismo islamico e politici occidentali maggiordomi delle banche sfilavano per difendere la “libertà” di blasfemia e di offesa ai sentimenti religiosi di musulmani (e cristiani) del giornaletto di proprietà del gruppo Rothschild dopo il terribile, ma assai dubbio assalto a Charlie Hebdo, in Italia, anzi in Liguria si è riusciti a fare un altro passo verso la fine della nostra civiltà.
Il PD, ormai partito-istituzione come e più della vecchia DC, ha infatti celebrato le sue elezioni primarie per decidere chi sarà il candidato governatore della regione nelle prossime elezioni di maggio. Il regolamento di queste stravaganti votazioni prevede che possano esprimersi i sedicenni e gli stranieri residenti. Già questo scredita l’esito, giacché il corpo elettorale non comprende i ragazzi sotto i 18 anni. Ma questo è il mondo che ci prospettano e preparano attivamente, con complicità e concorso di banchieri, politici, e brufolosi sostenitori della società multirazziale ( Boldrini, monsignori della Charitas, ex comunisti alla ricerca di un nuovo proletariato, anime belle). La cosa più grave, tuttavia, è un’altra: in mezzo ad accuse reciproche di brogli e di irregolarità varie tra i candidati a cui dovremmo affidare il futuro dei liguri, l’ex grande capo della CGIL Sergio Cofferati e la rampante renziana Raffaella Paita, garrula esponente del sistema di potere consociativo ligure ( il marito è presidente del Porto di Genova, alla faccia del conflitto di interessi) è stato tranquillamente ammesso che intere comunità di stranieri sono state convogliate alle urne per votare, sembra per la signora Paita, che ha poi vinto le primarie.

Nella città di Albenga, code di giovani marocchini, a La Spezia, città della Paita, ordinate file di cinesi, che, sembra, abbiano chiesto dove si riscuoteva il compenso per il servizio reso, nel quartiere genovese di Sampierdarena , vecchio baluardo operaio oggi abitato per il 25 per cento da ecuadoriani, un tale Garcia si è vantato, in una dichiarazione al principale quotidiano genovese, di aver portato a votare 400 connazionali. Loro, almeno, qualche motivo di gratitudine verso i compagni liguri ce l’hanno, visti i privilegi ottenuti nelle assegnazioni di case e diritti, nonché numerose tessere semigratuite per i trasporti pubblici, alla faccia della moribonda Azienda Mobilità e Trasporti. Insomma, da un lato le primarie sono state vinte, “democraticamente”, da chi è stato più lesto ad imbrogliare ed a portare al voto anche esponenti del centrodestra ( alfaniani, fuorusciti come l’ex candidato sindaco di Genova Vinai, sodali orfani di Claudio Scajola, non pochi ex di Alleanza Nazionale (!!!). Ma il vero scandalo, e la prova evidente del carattere di traditori del popolo e della nazione italiana di questa gente è che hanno portato al voto ( magari pagato, o almeno promesso favori) stranieri organizzati dai loro caporali, facendo così decidere un esito che avrà un peso enorme anche sulle elezioni di maggio ad estranei alla nostra gente, a persone indiscutibilmente disinteressati ed ignari del merito, ma utile massa critica da manovrare a fini di potere. Questa è l’Italia, questa è la classe dirigente , questo è già il nostro presente. Sapremo svegliarci, ed un unirci in un fronte articolato popolare e nazionale, o dovremo accettare che Mohammed e Chang, Luis Miguel ed i loro capibastone decidano in casa nostra, con la complicità attiva di un sistema politico e partitico degradato e degradante?
In Liguria sono emerse , negli ultimi 40 anni, le peggio cose: il brigatismo rosso dei cattivi maestri, la commistione Confindustria/sindacato/politica, la prima classe scolastica composta solo da stranieri, la denatalità più devastante, la deindustrializzazione, lo sfregio del territorio costiero, le alluvioni come normalità.
La vicenda delle primarie, quindi non deve essere sottovalutata : la Liguria è in mano ad un sistema di potere miserando ed in gran parte corrotto (ricordate le mutande comprate da consiglieri regionali con il denaro pubblico ?). Da oggi è anche , ufficialmente in mano a “scafisti” morali che non esitano, per cinque anni di potere , a far votare gli stranieri alle “loro” elezioni, accettando che siano loro a determinarne l’esito!
E’ chiaro: noi italiani siamo gli ospiti indesiderati ( ma paganti !) in questa Patria in agonia.

Roberto Pecchioli
Fronte Nazionale Genova