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Lo spazio politico

In margine alla Conferenza programmatica del Fronte Nazionale

Bella manifestazione quella del 30 novembre a Chianciano: tanta gente, interventi di spessore, molta attenzione, parecchia passione, ma, soprattutto, un insieme di idee e di proposte di cui l’Italia non potrà fare a meno.
E’ stato il biglietto da visita del Fronte Nazionale in vista del prossimo Congresso Nazionale.
Idee e proposte che hanno trovato immediata conferma in quanto è accaduto a Roma in questi ultimi giorni.
Abbiamo rilevato come sia ormai diventato impossibile dividere la destra dalla sinistra perché entrambe al servizio dei poteri forti e complici nei governi che hanno affossato l’Italia; ed il malaffare di Roma vede mischiati elementi della destra e della sinistra, sia extraparlamentare che di governo, ma sono anni che questo accade come i fatti del MOSE di Venezia e dell’Expò di Milano confermano.

Abbiamo sostenuto che per far uscire l’Italia dalla crisi si deve recuperare l’etica nella politica e nella società; e questi ultimi anni abbiamo visto una classe sedicente politica che, da una parte, ci ha chiesto fiumi di denaro in tasse e perdita di servizi e, dall’altra, ha rubato, truffato e rapinato fiumi di denaro dalle casse pubbliche.
Abbiamo individuato in questo consociativismo politico al servizio di interessi sovranazionali ed anti-italiani il vero nemico degli interessi del nostro popolo che ha creato una voluta disaffezione da parte della gente nei confronti della politica.
Si è individuato nel liberismo, un’antidemocratica dottrina economica assurta a livello di ideologia, il vero “cancro” dei tempi moderni che mina la convivenza civile, realizza, per la mitizzazione dell’utile personale ad ogni costo, la scomparsa dell’etica e del merito e rende gli uomini sempre meno sociali.
L’unica soluzione per uscire da questo macabro tunnel è, con uno sprazzo di dignità, riconquistare la sovranità perduta: in campo culturale, rifiutando tutti i modelli sovversivi che vengono da oltreoceano, in campo politico, svincolandoci dall’abbraccio letale dei grandi gruppi economico-finanziari, in campo monetario, tornando proprietari della moneta, della sua emissione e della sua circolazione, in campo economico, liberandoci da tutte quelle combriccole internazionali che pongono sullo stesso piano di uguaglianza commerciale nazioni come l’Italia, che ha un’alta concezione della tutela del lavoro, con altre che privilegiano il lavoro schiavistico e senza garanzie, come la Cina, la Corea… Il tutto ovviamente sarebbe a scapito di quella cupola mafiosa, apolide e senza storia, che attraversa trasversalmente il mondo e lo domina tramite criminali atti finanziari che realizzano con il controllo dell’emissione monetaria e con il mercato azionario.
L’Italia è la più bella nazione del mondo, ricca di storia e di cultura e ce la vogliono scippare, grazie al tradimento della nostra sedicente classe politica, con la truffa dell’emissione monetaria ed il ricatto del debito pubblico. La nostra ricchezza principale è la capacità creativa del nostro popolo, il nostro primo elemento di unità nazionale e di riconoscimento identitario è la lingua italiana.
Grazie ai ministri dei vari governi che si sono succeduti, molti nostri “cervelli” sono all’estero ad arricchire le altrui nazioni e addirittura alcune leggi importanti dello stato (sulla cui utilità è meglio stendere un velo pietoso) vengono chiamate in lingua anglosassone: la riforma del lavoro diventa “job act”, la revisione della spesa pubblica è “spending review” e via di questo passo.
Come si può sperare di risollevare l’Italia con al governo esseri di tale fatta?
L’Italiano è un popolo sociale e socievole erede del grande spirito di accoglienza della Roma antica; un popolo che vive in allegria e serenità se attorno a se ha gente gaia e serena. L’anglosassone è un popolo individualista e asociale che vive per se stesso e contro gli altri. Non baratterei per nessuna cosa al mondo il nostro modo di essere e lo difenderò con tutte le forze.
Vorrei che tutti gli Italiani facessero lo stesso, insieme, in un grande Fronte Nazionale, senza destra e senza sinistra per tornare a goderci ciò che ci appartiene : la nostra stupenda terra con tutte le sue risorse culturali, umane ed ambientali.

Adriano Tilgher