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"Mare Nostrum" e Fronte Nazionale

Si è fatto un gran parlare in questi giorni della possibilità di costruire un fronte nazionale mettendo insieme La Lega Nord, Fratelli d’Italia, La Destra.
Si è esaltata questa ipotesi basandosi esclusivamente sui sondaggi, la cui somma darebbe un valore variabile tra il 12% ed il 14%, e sulla base di un ipotetico euroscetticismo.
Al di là di suggestive sensazioni quello che conta è capire quali sarebbero le reali ragioni per stare insieme: si vuole creare uno strumento che, raccogliendo voti su un’illusione, consenta di conservare lo scranno parlamentare ad alcuni e di conquistarlo a qualche altro; oppure si intende dare vita ad una realtà antisistema che possa finalmente restituire una speranza al popolo italiano e possa aiutarci ad uscire dal baratro in cui la psicosi di una crisi, indotta e creata ad arte, ha ficcato l’Italia, la più bella e più ricca nazione del mondo?
Parlo di realtà antisistema perché oltre il 70% del popolo italiano si è espresso, in modi differenti, contro l’inciucio destra sinistra e contro il sistema dell’euro.
Ovviamente di partiti-uffici di collocamento ce ne sono fin troppi in Italia, non ne servono altri. E’ quindi il caso di vedere quali reali possibilità ci siano nelle forze sopra elencate di poter costruire l’alternativa al partito Renzi-Berlusconi che prende corpo sempre più.

Parto da La Destra, il partito che conosco meglio per esserci stato dentro, e non posso dimenticare che la rottura tra me e quel sodalizio nasce proprio da queste premesse. Dopo aver faticato tanto per portare quel partito su posizioni che, per semplicità, definisco identitarie ed anti euro, c’era da decidere se continuare a galleggiare nella speranza che un’ormai fatiscente centrodestra permettesse di raggiungere i seggi parlamentari o rischiare di andare a fondo cercando il collegamento con quel 70% di cui sopra.
Ovviamente la scelta è stata per la prima soluzione e io ho abbandonato quella casa, che mi ero illuso potesse diventare anche mia, senza rumore.
Per Fratelli d’Italia il discorso sembra ancora più semplice solo se si pensa a quale credibilità anti euro possano avere i vari La Russa, Alemanno e compagnia. La Meloni, poi, in televisione sembra convincente su queste tesi, per lei nuove, di cui finalmente parla, ma non ha fatto la minima analisi critica dei suoi comportamenti precedenti. Una persona che potrebbe sembrare credibile può avere coraggio e attributi per portare un partito che aspira ancora alla corte di Arcore a prendere una strada diversa per il bene d’Italia?
Infine la Lega. Salvini mi piace! Ma anche là tante contraddizioni. Come conciliare la sua posizione anti euro con la posizione di Tosi che flirta con il banchiere Passera ed aspira a diventare il leader del solito centro destra filo euro? Come credere nella sua volontà di costruire un soggetto di portata nazionale se poi il movimento che sta per lanciare nel centro e nel sud d’Italia fa, nel simbolo, un netto riferimento alla lega nord ed il presidente dello stesso è un senatore di Brescia? E, se è vero che il primo obiettivo che Salvini si pone è quello di diventare sindaco di Milano, con quali forze intende allearsi per conseguirlo? Vuole di nuovo macchiare la sua crescente credibilità con un innaturale ed incomprensibile accordo di centro destra? 
Mare Nostrum è un’ulteriore manovra che, con la scusa di un umanitarismo pietista e privo di buon senso, danneggia ancor più L’Italia, sia dissipando ingenti risorse ancor più necessarie per i gravi problemi della nazione (si sarebbe risparmiato moltissimo e non si sarebbero avute vittime se, paradossalmente, avessero istituito un traghetto gratuito per l’Italia, ovviamente si sarebbe potuto controllare alla partenza l’identità e la reale provenienza di chi si imbarcava), sia riempiendoci in modo irrazionale di extracomunitari di cui, in questo momento di disagio e di disoccupazione crescente, non si sente alcun bisogno.
Avrei partecipato volentieri alla manifestazione di Milano contro Mare Nostrum organizzata dalla Lega, perché ne riconosco l’importanza e la valenza politica, ma doveva essere un momento di arrivo di un’operazione di chiarezza; troppe sono le ombre su una reale azione antisistema: la gente è, giustamente, diventata diffidente e la diffidenza si vince ristabilendo chiarezza e credibilità, non solo nella comunicazione massmediale, ma soprattutto nella realtà.
Speriamo che a Milano inizi una tale operazione di chiarezza.

Adriano Tilgher
Presidente del Fronte Nazionale