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Privatizzazione della Croce Rossa, fra vittime e carnefici

La storica privatizzazione della C.R.I. comincia a dare i suoi frutti, ma non in termini di risparmio per i cittadini italiani. Come se poi il risparmio fosse l’unico scopo da perseguire per il governo delle Nazioni, come se la sicurezza, il benessere e la tutela della salute fossero elementi incidentali nei percorsi politici dei Paesi “civilizzati”, come se il denaro fosse condizione imprescindibile al di sopra dell’essere umano, come se il liberismo imperante nel mondo occidentale, privo di regole ed autoreferenziale, non avesse già fatto abbastanza danni all’umanità tutta!
Innanzitutto la tragedia umana dei 4200 dipendenti continua a consumarsi nel silenzio generale, eccezion fatta per qualche politicante, trasformista da strapazzo, che prima contribuisce con la propria, più o meno tacita, approvazione al varo della mefistofelica privatizzazione e dopo si schiera dalla parte dei lavoratori….è lecito chiedersi se le competizioni elettorali europee, alle porte, non abbiamo un peso propagandistico rispetto alle posizioni di questi navigati e stantii esponenti politici!
Nelle more e nella confusione di questi primi momenti, intanto, all’ex “autoparco” di Roma decine di lavoratori a tempo indeterminato vengono umiliati, attraverso la privazione dei loro incarichi, già privatizzati, e retribuiti a fronte unicamente della presenza sul posto di lavoro, dove non esistono più linee telefoniche né servizi da effettuare, con una drastica riduzione in busta paga legata all’azzeramento di turni e straordinari che, nelle mansioni originarie, erano la regola, non l’eccezione. Volendo comunque parlare di denaro, giacché i servizi già privatizzati verranno pagati ai nuovi erogatori, c’è da chiedersi quale sia il risparmio. Soprattutto laddove non sono previsti controlli , ai privati che stanno subentrando, rispetto alla conformità delle dotazioni (presidi di bordo quali defibrillatori, aspiratori ecc.), dello stato di manutenzione degli automezzi e della specifica preparazione del personale: alla faccia di chi, per sua sfortuna, si trova nella necessità di fruire del servizio di ambulanza! 
Ma anche altrove, rispetto all’ex “autoparco”, vengono mietute vittime fra i lavoratori C.R.I., capri espiatori, ormai, di una incontrollabile corsa alla chiusura di uffici ed immolati sull’altare dell’ottimizzazione che della produttività non ha neanche l’odore, per mano di dirigenti arroganti, e spesso anche inquisiti, che trattano i lavoratori come se fossero merce di loro proprietà! Dirigenti arroganti asserviti alla politica di coloro che hanno sancito la legalità di questi abusi ed espressione di quella categoria dell’apparato pubblico che, come l’amministratore delegato di F.S., si pone con sprezzo contro una riduzione dei propri stipendi, ma non esita un momento a sfogare gli istinti repressi delle proprie vite di second’ordine contro i subalterni: altro che privatizzazione!
Intanto i giullari di Stato, guidati da Renzi, discutono di “articolo 18”, come se servisse a salvare i posti di lavoro, e di occupazione, come se il Vangelo della precarietà potesse salvare i milioni di Italiani senza un lavoro dal baratro della disperazione. Peccato che la maggior parte dei nostri parlamentari non abbia mai lavorato nella vita e neanche immagini cosa possa significare, per un padre od un marito, avere la responsabilità della propria famiglia e non sapere come garantirne la sopravvivenza!
I lavoratori della C.R.I., o almeno coloro che salveranno il posto di lavoro, invece, per sopravvivere dovranno accettare un contratto di lavoro che prevede una riduzione di circa il 20% dello stipendio, sempre sperando di avere in cambio almeno una scrivania e potersi riscattare dall’incubo/umiliazione dell’assegnazione sul ”corridoio” : ma come! Per l’Electrolux è stato uno scandalo il ricatto dell’azienda nei confronti dei lavoratori, denunciato anche dall’allora ministro per lo sviluppo economico e…i dipendenti di Croce Rossa? Sono forse di serie B? Per loro non valgono tutele? Quando lo scempio è di Stato è lecito?
La verità è che gli ambiti risparmi sarebbero stati perseguibili con una ristrutturazione amministrativo/organizzativa che snellisse le procedure garantendone il rispetto, tagliasse i dirigenti ed i loro emolumenti ed ottimizzasse i servizi. Non solo non ne avrebbero pagato le conseguenze lavoratori al di sopra di ogni responsabilità, ma soprattutto non ne avrebbe pagato le conseguenze il Popolo Italiano, in termini di costi e qualità del servizio in materia di salute e…scusate se è poco!

Simona Bossi
Segretario Regionale del Lazio del Fronte Nazionale