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Una strana serie di coincidenze

Gaetano Silvestri, personaggio di spicco vicino al centrosinistra ed in passato iscritto al Pci ed al Pds, è stato eletto presidente della Corte Costituzionale, con 8 voti contro 7, il 19 settembre 2013, contro il suo avversario Luigi Mazzella. Il voto decisivo per la nomina di Silvestri è stato quello di Giuliano Amato, nominato membro della Corte Costituzionale solo pochi giorni prima (il 12 settembre) in sostituzione di Franco Gallo, che avrebbe concluso il proprio mandato il 14 settembre. A nominarlo è stato Napolitano che, tra i suoi poteri, ha quello di scegliere cinque dei quindici giudici della Consulta (gli altri vengono eletti dal Parlamento in seduta comune e, per un terzo, dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa).
Senza la nomina di Amato fatta da Napolitano il risultato non sarebbe stato lo stesso. 
L’attuale presidente Silvestri è lo stesso che ordinò, nel dicembre 2012, la distruzione delle intercettazioni tra l’ex ministro Nicola Mancino e Giorgio Napolitano, intercettazioni tratte nell’ambito delle indagini sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia della procura di Palermo.  Silvestri, infatti, firmò come relatore la sentenza che dava ragione al Quirinale, che aveva sollevato il conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato.
Lo scorso dicembre la Corte Costituzionale, presieduta da Silvestri, ha sancito l’incostituzionalità del porcellum ed oggi, dopo circa un mese, sulle motivazioni si legge che “le Camere elette con il Porcellum sono legittime e non cessano di operare; il principio della continuità degli organi dello Stato, Parlamento in testa, è sovrano e resta a fondamento; le ultime elezioni politiche rappresentano un fatto concluso, sul quale non si torna; gli effetti della sentenza si vedranno se di dovesse andare al voto con quel che resta del Porcellum, depurato delle sue parti illegittime: e se questo avvenisse domani, ovvero se la politica non riuscisse a portare a termine la riforma della legge che regola il voto, il Paese avrebbe da subito a disposizione una vernolegge elettorale funzionante”.
In realtà la logica e la legge avrebbero voluto salvi gli atti firmati dai diversi governi eletti col porcellum  fino alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale, al fine di salvaguardare il pregresso e non gettare la Nazione nel caos, ma da qui ad affermare che le ultime elezioni “rappresentano un fatto concluso”, legittimando il  governo in carica pur se frutto del premio di maggioranza e delle liste bloccate bocciati dai giudici costituzionali, c’è una bella differenza!
Sapendo tutto quanto suddetto mi viene, ingenuamente, da chiedermi se la voce di Napolitano, che nell’ultimo mese ha espresso quotidianamente l’auspicio che questo governo possa durare il più a lungo possibile per “garantire stabilità al Paese” (sic!), non abbia avuto un peso sulle motivazioni della sentenza, che tanto apertamente si è schierata a favore della continuità dell’attuale governo!
Certo, le coincidenze sono state tante e….a pensar male difficilmente si sbaglia!
Di sicuro c’è che il governo del grande inciucio Letta/Alfano, condito con un po’ di gossip Renzi/Berlusconi e qualche scandaluccio firmato Di Girolamo, per adesso ha salve le poltrone, a discapito della giustizia, della democrazia e del diritto del Popolo ad essere rappresentato. E quello che è peggio è che i voti dei parlamentari eletti col meccanismo incostituzionale del premio di maggioranza contribuiranno, paradossalmente, proprio a varare  le agognate modifiche alla Costituzione, che tanto stanno a cuore a Napolitano ed all’Europa delle banche, per sancire definitivamente la svendita della nostra sovranità ai banchieri mondiali e…….chissà cosa è stato promesso in cambio, dagli eurocrati, a questi  nostri moderni “ladri di Pisa”!

Simona Bossi
Segretario Regionale del Lazio