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Controcorrente

Adesso fanno sfogare su Facebook et similia gli Aquilani per anni menati per il naso dopo la svendita del Polo Elettronico e la rottamazione dei suoi dipendenti, la sparizione dall’Aquila degli uffici Telecom, Enel, di alcune Commissioni Tributarie, di alcune sedi di giornali ed assicurazioni, di uffici postali, caserme, la cacciata di operatori economici come Ikea andata a Chieti, Mercatone Uno idem ed ogni altra anche piccola azienda costretta a sparire dal territorio de’ L’Aquila. 
Adesso accontentano e fanno godere la plebe con una gogna anche mediatica i cittadini repressi e vessati che pensano di tornare protagonisti del futuro sfogandosi contro gli untori di turno immemori che la loro depressione è indotta da decenni di malgoverno e così inveiscono su politici locali incapaci e corrotti e su funzionari pubblici infedeli e venduti ma restano i disoccupati, i precari o malamente occupati, i figli senza futuro se nati o da non generare se ancora non procreati perché impossibile da mantenere e dar loro un futuro più o meno prossimo, senza lavoro, scuole, sanità, casa, sociale e… pensione.
Però gli Aquilani si sfogano e si ubriacano di rancore contro gli sciancati di turno della politichetta miserabile dei soliti noti però senza prospettive positive ed infatti il sistema, come insegnava Nerone nel basso Impero, deve dare ai sudditi i giochi circensi meglio se cruenti così da farli sfogare per continuare a governare e sfruttare.
Nel 1992 era regola quella del “..non poteva non sapere…”, valida soprattutto per gli avversari politici (cioè quelli non sodali con le toghe rosse et similia), ma a L’Aquila essa regola vale ancora?
Dal settembre 2009 al 2011 gli otto indagati, di cui quattro ai domiciliari, e fino all’8.1.14 mentre svolgevano le pratiche che le toghe hanno ritenuto censurabili perché criminali, c’era un pres.te della Provincia e un Sindaco, poi dal 2011 chi era Sindaco e, ad esempio ,assessore alle politiche abitative et similia dal 2011 al giugno 2012 e quindi ad oggi deputato e senatore?
Ma le riunioni di giunta negli enti locali e la politica reg.le chi la faceva l’associazione sordo/muti e vi partecipava quella dei non vedenti  in particolare  nel cuore del cratere del terremoto e nella città Federiciana?
Ma le toghe che con solerzia e celerità hanno processato sempre i soliti noti per i crolli del terremoto con processi addirittura già in appello e che hanno elargito calmieranti condanne a seguito dello “..strepitus Fori…” per numerosi imputati compresi quelli che non sono riusciti ad azzeccare il pronostico dell’entità del sisma dell’aprile 2009, come mai per fatti definitisi a loro dire dal settembre 2009 al 2011, richiedono ed applicano nel gennaio 2014 misure cautelari a distanza di anni ed a tutela del cittadino da reati mai stroncati all’origine ma ad orologeria protratti e fino al compimento dei nefandi effetti sul bene comune e l’economia civica?
A chi giova lo sputtanamento de’ L’Aquila città cui adesso ogni governicchio più o meno legittimo può negare aiuti per la ricostruzione visto che nessun deputato/senatore in carica o ex parlamentare eletto a L’Aquila potrà mai dire di non aver visto i puntelli ed i giunti che sorreggono l’intera città e di non aver mai pensato e saputo dei costi degli stessi,di chi pagava e di chi prendeva i soldi di Pantalone e come i denari pervenivano,attraverso quali canali e con l’intervento di quale ufficio e funzionario le procedure si perfezionavano e le mazzette/tangenti si generavano.
Solo alle toghe è dato di capire a distanza di quasi 5 anni ma ai politici sinistri e destri ?
Se paga sempre Pantalone è corretto dare il contentino al popolo sfruttato e vessato, sordo, muto e non vedente e che deve digerire i nuovi costi per la casa, i servizi primari, il crollo del potere d’acquisto e delle pensioni, il picco storico della disoccupazione, la giustizia di censo e l’istruzione idem per cui uno sfogatio quale quello degli avvisi di garanzia per fatti già “chiacchierati…” nei bar e da tutti da anni annebbi i veri problemi che non solo permangono ma si aggravano.
Ma alle toghe non appartiene la cultura dell’immediata rimozione di ogni fatto/reato anche prima che esso diventi eclatante e produca effetti mediatici, statistica, carriera ecc. ecc. così che la giustizia rimuova gli ostacoli nel sociale e non sia solo strumento per professionisti delle crociate anti….mafia…, degli ambientalisti,del veterofemminismo, delle diversità, degli antiberlusca e compagnia cantando ed appannaggio di assessori ed amm.ri a L’Aquila sordi e muti oltre che non vedenti però prodighi di cittadinanze onorarie dei nati a L’Aquila da stranieri a prescindere da creare contesti dignitosi di scuola/istruzione, sanità, casa e lavoro per tutti.
Ma, more solito, forse questa è altra storia altro che gogna mediatica per... dimenticare.

Avv. Paolo Vecchioli