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Salviamo l'Italia

“Giovani, se cercate lavoro, andate all’estero!”
Lo sentiamo dire tutti i giorni, ma ascoltarlo dai ministri, dai sottosegretari, dai massimi esponenti dei sedicenti politici, da coloro che dovrebbero disegnare il futuro della nostra nazione, ridotta ormai a paese, fa rabbrividire.
Ed i giovani partono.

“Pensionati, in Tahilandia, a Santodomingo, nel Malì… con le vostre pensioni da fame vivrete da nababbi!”
Lo dicono in continuazione e sono pronti a versare le pensioni gratuitamente in qualsiasi angolo del mondo.
Per la piccola e media impresa, fanno di tutto, con tasse e balzelli, per farla fallire e i più scaltri fuggono, non solo in Tunisia, Marocco, Polonia o Romania, ma addirittura nelle vicine Austria e Svizzera, dove le tasse sono notevolmente inferiori, i legacci burocratici pressoché nulli, i servizi funzionano.
La grande industria o fugge o, come quasi tutta quella partecipata dallo stato, viene svenduta ai principali concorrenti della nazione.
Perché tutto questo? Cosa c’è sotto? Quale truffa ci vogliono propinare con questa crisi costruita ad arte? Una crisi che, come abbiamo detto più volte, non è solo economica ma è anche morale. Non ci sono più riferimenti, la società è malata.
Si è perso il senso della famiglia: ieri unione sacra per la continuità dell’umanità, oggi accozzaglia umana per il libero sfogo dei propri gusti sessuali. Si è perso il senso dello stato: ieri strumento organico per il riequilibrio sociale tra i più forti ed i più numerosi, oggi, nemico dei più numerosi per la difesa dei privilegi di alcuni (sedicenti politici) messisi al servizio dei più forti. Si è perso il senso della comunità: ieri, gruppo di autotutela sociale che garantiva sicurezza e futuro, oggi, elemento di disturbo nella ipocrita e consumista costruzione del villaggio globale. Si è perso il senso della solidarietà: ieri, elemento di coesione all’interno delle comunità e verso le altre comunità in difficoltà, oggi, ridotto al rango di finta carità e buonismo di accatto per distruggere le comunità e mettere in atto il più grande genocidio che mente umana abbia potuto concepire, ovvero l’eliminazione delle differenze culturali, grosso patrimonio e risorsa del nostro pianeta.
Potremmo continuare all’infinito nel descrivere il degrado cui siamo ridotti e mi aspetto anche che, tra breve, saranno legittimati incesto e pedofilia, visto che già alcuni degli opinionisti impostici dalla devastante omologazione culturale del pensiero debole iniziano a parlarne in nome di un maldigerito concetto di libertà.
Ma, ci chiedevamo, perché tutto questo?
Semplice, ci vogliono cacciare dall’Italia, vogliono allontanarci, in una diaspora senza precedenti, dal più bel territorio del mondo, ricco di storia, di cultura, di tradizioni, che tutti ci invidiano, per trasformarlo nel più bello e gratificante luogo di accoglienza per i nuovi ricchi cinesi, indiani, russi, canadesi…. Magari educando prima all’accoglienza i milioni di immigrati che stanno facendo arrivare in Italia per farne manodopera a basso costo, senza le garanzie sociali del lavoro, che sono una delle più grandi conquiste sociali dell’umanità dovute al genio italiano.
I cervelli, ormai, fuggono dall’Italia in massa, ora anche i giovani, maschi e femmine, sono costretti ad andare via in cerca di lavoro, i più anziani se ne vanno per sopravvivere, i negozi chiudono, gli artigiani falliscono, gli imprenditori emigrano, per chi resiste preparano nuove finanziarie e nuove tasse per soffocarli, le nostre ricchezze immobiliari stanno per essere vendute con la scusa di abbassare il gonfiato ed artificiale debito pubblico, che invece, come è ovvio, data la sua falsa composizione, continuerà a crescere.
Dobbiamo fermarli prima che sia troppo tardi!!!
Cacciamoli questi politici venduti di destra e di sinistra, arrestiamoli e processiamoli, non solo perché corrotti ma perché hanno tradito l’Italia.
Io amo la mia terra e sono orgoglioso di essere italiano e, a dispetto dei vari Letta, Alfano, Renzi… voglio continuare a vivere in Italia e lasciare ai miei discendenti una nazione funzionante, piena di prospettive per il futuro e faro di cultura e di civiltà per l’umanità tutta.
Mettiamoci insieme, uniti ce la possiamo fare.

Adriano Tilgher